L’Associazione Italiana Allenatori Calcio (Aiac) ha inviato una lettera-appello al presidente della Figc, Gabriele Gravina, chiedendo di intraprendere un’azione ufficiale presso Uefa e Fifa finalizzata a sospendere temporaneamente Israele dalle competizioni internazionali.

«Un’azione non solo simbolica», scrive l’Aiac, ma «una scelta necessaria, che risponde ad un imperativo morale, condivisa da tutto il gruppo dirigente dell’Aiac». L’obiettivo è che «il calcio italiano si mobiliti, nel proprio ambito, in favore del popolo palestinese, mettendo sul tavolo la richiesta, da inoltrare a Uefa e Fifa, di sospensione temporanea di Israele dalle competizioni internazionali».

La questione coinvolge anche la Nazionale italiana, che il 14 ottobre affronterà Israele nelle qualificazioni ai prossimi Mondiali.

«I valori di umanità, che sostengono quelli dello sport, ci impongono di contrastare azioni di sopraffazione dalle conseguenze terribili» ha dichiarato il presidente dell’Aiac, Renzo Ulivieri. «Il mondo è in fiamme. Molti popoli soffrono come quello palestinese. L’indifferenza non è ammissibile» ha aggiunto il vicepresidente Perondi.

La lettera, indirizzata a Gravina, si apre con una serie di domande: «Una partita di calcio, preceduta dagli inni nazionali, può essere considerata solo una partita di calcio? Quel che sta accadendo nella striscia di Gaza, con riflessi pesanti in Cisgiordania e Libano, può essere semplicemente annoverato come uno dei 56 conflitti attivi nel mondo, che dovrebbero avere stessa attenzione e uguale reazione?».

Un passaggio successivo afferma: «L’enormità degli accadimenti che si stanno susseguendo in quei territori martoriati impone una presa di coscienza da parte di ognuno e anche, a nostro avviso, una azione concreta, commisurata al dramma in atto. Non è più tempo di moral suasion nei confronti del Governo Netanyahu, palesemente sordo agli appelli che gli vengono rivolti da più parti, comprese partecipate manifestazioni di piazza e voci importanti del suo stesso popolo».

Richiamando lo Statuto federale, l’Aiac cita il comma 5 dell’articolo 2 («La Figc promuove l’esclusione dal giuoco del calcio di ogni forma di discriminazione sociale, di razzismo, di xenofobia e di violenza») per ribadire che «il Consiglio Direttivo dell’Aiac unanimemente, crede che davanti alle stragi quotidiane, che hanno riguardato anche centinaia di morti tra dirigenti, tecnici e atleti, compreso la stella del calcio palestinese Suleiman al-Obeid, sia legittimo, necessario, anzi, doveroso, porre al centro del dibattito federale la richiesta, da proporre a Uefa e Fifa, dell’esclusione temporanea di Israele dalle competizioni sportive. Perché il dolore del passato non può oscurare coscienza e umanità alcuna».