Domenica 4 maggio il Pisa ha conquistato la matematica promozione nel massimo campionato, dopo l’ultima apparizione nella stagione 1990-91. Un risultato storico, salutato con entusiasmo da tutta la città. Uno degli aspetti più interessanti di questo ritorno alla ribalta è l’attivismo della sua tifoseria organizzata.

Negli ultimi anni, la Curva Nord si è infatti distinta per una presa di posizione netta su violenza di genere, repressione, diritti umani e conflitti internazionali. È una voce spesso solitaria nel panorama del calcio maschile italiano, dove il tifo organizzato ha molti legami, dichiarati o sotterranei, con ambienti dell’estrema destra. La curva pisana, al contrario, ha fatto della solidarietà e dell’impegno sociale un tratto distintivo.

Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, nel novembre 2023, i tifosi pisani furono tra i primi a esporsi pubblicamente. «La curva pisana si distingue per la larga presenza femminile, che può favorire la presa di consapevolezza su temi come la violenza di genere», spiega a VD Valerio Moggia, giornalista e ideatore del progetto Pallonate in faccia, che racconta i legami tra calcio, società e politica.

Quando nel febbraio 2024 la polizia ha caricato gli studenti durante una manifestazione pro-Palestina, la curva ha risposto. «La domenica successiva – racconta Moggia – lungo il corteo verso lo stadio, protestarono davanti alla questura ed espressero solidarietà verso gli studenti». Poche settimane dopo, hanno promosso una raccolta fondi per la popolazione di Gaza, accompagnata da un comunicato: «La tragedia del popolo palestinese ha bisogno di sensibilizzazione, attenzione, un certo tipo di iniziative, e nessuno si è mai tirato indietro».

Le prese di posizione della Curva Nord non si fermano qui: striscioni contro le morti sul lavoro, contro le stragi nel Mediterraneo, il DDL Sicurezza e ogni forma di repressione sociale sono comparsi regolarmente negli spalti dell’Arena Garibaldi. Moggia spiega come molte di queste denunce nascano da un vissuto diretto: «Quel decreto è accusato di applicare alla società la stessa repressione che da anni colpisce il tifo organizzato».

La curva si è anche opposta ai Mondiali in Qatar, denunciando le violazioni dei diritti umani e lo sportswashing del regime. E si è espressa in favore delle proteste femministe in Iran, contro l’invasione russa dell’Ucraina, ma senza allinearsi alla narrativa atlantista, criticando anche il battaglione Azov e la NATO.

Oltre all’attività sugli spalti, i tifosi partecipano alle assemblee popolari e intervengono sulle questioni cittadine. «La loro è una presenza attiva anche nella vita di comunità», conferma Moggia. In questo senso, la Curva Nord rappresenta un esempio concreto di come il calcio possa ancora essere uno spazio politico, partecipato e solidale.

Ora che il Pisa è di nuovo in Serie A, quella voce avrà una platea ancora più ampia. E non si limiterà a tifare: continuerà a scegliere, ogni domenica, da che parte stare.