Il 73% dei giovani GenZ statunitensi preferisce restare a casa nel fine settimana, secondo un sondaggio Harris Poll. Il venerdì sera un tempo segnava la spartiacque tra la fine della settimana lavorativa e il riposo. Oggi non sembra diverso dai giorni precedenti. Il sabato invece continua ad essere vissuto diversamente: gli incontri sono quasi il doppio rispetto ai giorni feriali, spiega il sociologo dell’università del North Carolina Neal Caren, intervistato dal magazine statunitense The Atlantic. 

L’articolo, tradotto e pubblicato in Italia dalla rivista Internazionale, racconta come sta cambiando la percezione del venerdì sera. Mentre cala il consumo di alcol tra le nuove generazioni, gli esperti indicano un possibile ruolo dello smart working, che spesso cade di venerdì, annullando la bevuta coi colleghi dopo l’ultimo giorno di lavoro. Più in generale le persone si sentono troppo stanche e stressate dal lavoro. 

Il calo delle uscite nel venerdì sera servirebbe quindi a ricaricare le pile, e non c’è nulla di male in questo. Ma a pagarne le conseguenze è la nostra vita sociale, e soprattutto i legami con i nostri amici più stretti. Il motivo è semplicissimo: li vediamo di meno. «Il vero problema è che le persone non stanno scegliendo un altro momento per incontrare gli amici», scrive Julie Beck.  Il calo delle uscite del venerdì sera, infatti, «non è andato di pari passo con un aumento delle cene del sabato sera, dei caffè della domenica pomeriggio o delle serate del mercoledì passate a guardare» film o serie tv. Stiamo dimenticando, conclude la giornalista, «che è il tempo trascorso con loro a essere sacro, non il venerdì sera».