«Voi li punite, noi li premiamo» si legge sul manifesto del 12esimo Memorial Stefano Cucchi, l'evento che oltre a ricordare ogni anno il geometra romano morto a 31 anni celebra anche la solidarietà attiva, premiando – appunto – attivisti, organizzazioni e realtà sociali che si sono distinte nella tutela dei diritti umani e della giustizia sociale, o che sono state direttamente colpite e represse dalle recenti politiche e normative d'emergenza.

«L'evento di quest'anno», dice il comitato organizzativo, «si colloca in un contesto sociale caratterizzato da forti spinte autoritarie e da un progressivo attacco ai diritti fondamentali. L'attuale quadro politico si sta traducendo in legislazioni speciali e d'emergenza che colpiscono direttamente la libertà d'espressione, la partecipazione pubblica e i principi cardine della Costituzione italiana». Motivo per cui l'appuntamento punta a essere «una vera e propria mobilitazione di dissenso civile».

Cade il 22 ottobre perché il 22 ottobre di 17 anni fa, nel reparto detentivo dell'ospedale Sandro Pertini di Roma, Stefano cucchi moriva dopo una settimana di sofferenze, trasferimenti fra l'ospedale Fatebenefratelli, il carcere di Regina Coeli e il tribunale, una perquisizione in casa e, ovviamente, le accuse di spaccio da cui è cominciato tutto. 17 anni ci sono voluti anche a chiudere l'iter giudiziario – che il 4 marzo di quest'anno ha definito le condanne a due carabinieri per omicidio preterintenzionale, tre prescrizioni e tre assoluzioni.

Al Memorial c'è ovviamente Ilaria Cucchi – senatrice di AVS e sorella di Stefano – insieme all'avvocato Fabio Anselmo, al senatore Peppe De Cristofaro, l'attivista Gianluca Peciola, Camilla Siliotti di A Buon Diritto, l'avvocata Paola Bevere e le reti delle associazioni aderenti. Assegneranno i Premi “Grandi Cose” a chi ha saputo trasformare la solidarietà in azione concreta, in ricordo di quella frase che Stefano scrisse al padre nell'agosto del 2006: «ho tanta voglia di fare grandi cose».