Sabato e domenica, a Milano, Piazza Duomo e le vie dello shopping circostanti sono state teatro di grandi disordini, che in città non si verificavano almeno dal corteo contro l’Expo del 2015. Passato alla storia per le banche distrutte (l’“emblema”). Tutto nasce dal passaparola sui social. 5mila persone, in larga parte minorenni, si danno appuntamento sabato alle 15 per protestare contro il caro vita, il lavoro che manca, e altre rivendicazioni sintomo di una società da cui si sentono esclusi.

Non ci sono dietro partiti o sindacati, la protesta è apartitica. Ma politica. Le rivendicazioni sono tante, ma lo scopo principale è unire quelle persone che proprio la politica tende a dividere. Il Manifesto della protesta, diffuso su Instagram, cita l’articolo 17 della Costituzione che sancisce il diritto di riunirsi pacificamente. «Solo lasciandoci dietro divisioni e pregiudizi possiamo veramente essere uniti per pretendere di vivere, e non solo di sopravvivere», si legge. Presto la manifestazione degenera. La polizia blocca le persone in via Broletto per circa un’ora. Ci sono cariche violente. Il corteo si divide e gruppi di persone incappucciate vandalizzano strade e alcuni negozi del centro.

La gestione da parte delle forze dell’ordine varia tra l’improvvisazione e l’accanimento. Il Sindaco di Milano Beppe Sala accusa il Ministro dell’Interno Piantedosi (responsabile dell’ordine pubblico nelle città). La protesta è stata sottovalutata, mancano gli agenti. Dopo 4 ore di disordini torna la calma. La polizia ha fermato 72 persone. Scattano 22 denunce e 12 arresti, 5 arrestati sono minorenni. Domenica alle 17, senza preavviso, il centro è nuovamente nel caos.

Gruppi di ragazzi lanciano cestini e oggetti contro le vetrine dei negozi e in mezzo alla strada. Sono in maggioranza minorenni, arrivano da hinterland e provincia. Un supermercato e diversi negozi di noti brand vengono devastati e derubati.  La polizia fa profilazione su base etnica. Si segnalano persone bloccate per strada che non stavano partecipando ai saccheggi: guardavano come tutti, ma avevano la pelle scura.

A fine giornata gli arrestati sono 271, di cui l’80% minorenni. Davanti alla Questura di Milano decine di padri e madri aspettano di recuperare i figli. Alcuni sono arrabbiati, altri restano in silenzio. Come tanti adulti non capiscono questa rabbia. Fa paura perché è disordinata. Ma è reale, e politica.