I ristoranti adattano i menu all’invasione dei farmaci dimagranti
«Stai seguendo una terapia con Mounjaro? Allora non perdere questa occasione!» si legge in una pubblicità di O Gaúcho, churrasquería di Santa Catarina, nel sud del Brasile: «ricco buffet all-you-can-eat con pizza, sushi, barbecue e contorni a 49,90R$», l’equivalente di 8,50€. «Per usufruire dell’offerta, è necessario dimostrare l’uso del farmaco al momento dell’arrivo; la verifica avviene alla reception presentando la ricetta medica e un documento d’identità».
Tra gli effetti della diffusione dei farmaci a base di semaglutide e tirzepadite – quelli che liquidiamo come «Ozempic» ma che includono anche il Mounjaro appunto e il Wegovy, nati per il diabete ma utili anche contro l’obesità – c’è pure il disinteresse per i pranzi e le cene fuori, data la carenza di appetito. E siccome pare che in tutta l’America li abbia provati più di un adulto su otto, dai ristoranti stellati ai fast-food stanno correndo ai ripari proponendo i cosiddetti “menu Ozempic”: porzioni più piccole, un assaggio di tutto, «l’ideale per chi vuole godersi l’esperienza seguendo la terapia, o semplicemente senza esagerare» dice un’altra pubblicità (quella della pizzeria Manzini a Presidente Prudente).
Lo sa bene lo chef londinese Heston Blumenthal, tre stelle Michelin e patron del Fat Duck, lui stesso in terapia col Mounjaro per «perdere i chili presi con le cure del disturbo bipolare». Si è inventato il menu “Mindful Experience” per chi assume proprio i farmaci soppressori dell’appetito (o semplicemente vuole stare più leggero): le porzioni sono ridotte dal 20 al 50%, ma «mantengono l’identità e la complessità sensoriale dei piatti iconici»; il menu costa 275£ a persona (circa 325€), risultando più economico rispetto al “percorso di degustazione” standard.
Come racconta Karen Ricci, in Brasile le canetas emagrecedoras (le “penne dimagranti”) stanno diventando un vero fenomeno culturale: secondo una stima di Scanntech riportata da CNN Brasil, nel primo trimestre del 2026 il consumo sarebbe aumentato del 239% rispetto allo stesso periodo del 2025. Non solo: una ricerca NielsenIQ racconta che il 62% delle persone dice di conoscere qualcuno che le usa o le ha usate.
Ozempic, Wegovy e Mounjaro non potevano allora non entrare nella campagna eletorale brasiliana. Lula da Silva (al ballottaggio contro Bolsonaro per la presidenza del Paese) ha promesso di rendere gratuite le “penne” attraverso il SUS, il Sistema Sanitario Pubblico brasiliano, per i pazienti con obesità. Il Ministero della Salute ha precisato però che i protocolli clinici e i passaggi burocratici richiederanno molto tempo.