Mandarsi meme e reel può sembrare una sciocchezza, ma per molti è un piccolo grande gesto d’affetto: «Ho visto questa cosa, ti ho pensato e ho subito voluto condividerla con te». In un certo senso, è l’evoluzione degli squilli al cellulare o dei trilli su MSN, per chi se li ricorda. Solo che oggi il gesto parte dal contenuto: vediamo qualcosa che associamo a una persona, a una cosa vissuta insieme o a una battuta che solo lei capirebbe, e ci viene subito voglia di mandarglielo. Vi suona familiare, vero?

Ora, i miei DM, come penso i vostri, sono una questione piuttosto buffa e privata; ma la pratica diffusissima di scambiarsi ogni giorno (o quasi) contenuti in chat è diventata un serissimo argomento di studio, perché dice molto di come oggi manteniamo vivi i rapporti con le persone a cui teniamo.

Nel 2023, per esempio, Nicholas Brody e Sean Cullen hanno analizzato proprio il ruolo dei meme nelle relazioni. Dal loro studio, pubblicato su First Monday, è emerso che tendiamo a condividerli più frequentemente nelle relazioni più strette (con partner, migliori amici e familiari) e che inviarli per divertirsi insieme è associato a una maggiore soddisfazione nel rapporto.

A conferma di ciò, una ricerca pubblicata nel 2025 su Cyberpsychology ha trovato un’associazione tra un maggiore utilizzo di meme, gif ed emoji nelle conversazioni e più intimità, apertura verso l’altro e comportamenti che contribuiscono a mantenere le relazioni. Tanto che nel 2026 Lasse Balleby e colleghi hanno parlato proprio di “intimità digitale”: attraverso focus group con studenti universitari danesi hanno osservato come lo scambio di meme con amici e familiari possa diventare un piccolo modo per mantenere e rafforzare un legame, anche quando si è fisicamente lontani.

Ovviamente non ogni reel o meme è un gesto d’affetto, né chi ce ne manda uno diventa automaticamente la nostra persona preferita. Ma, da persona che ormai passa una parte della propria vita online, vi assicuro che poche cose mi danno gioia come mandare un contenuto e trovare in risposta un conciso «tu», «noi» (o varianti come «amo noi»). Non è forse la cosa più dolce e vicina alla vostra vita che avete letto oggi?