Temptation Island torna per ricordarci le cose da NON fare in una relazione
di Vincenzo LigrestiLo spettro del pubblico di Temptation Island è ampissimo: si passa da chi lo considera un guilty pleasure a chi riconosce per estensione quelle dinamiche, passando per tutte le sfumature possibili di questi due estremi. Accusare il programma in quanto diseducativo (vero) o difenderlo perché improntato sull’intrattenimento (altrettanto vero), ormai dopo oltre dieci anni, per quanto siano reazioni legittime, risulta poco produttivo. Non sarà la vostra celebrazione o la mia indignazione ad arginare il fenomeno.
Del resto, ormai anche chi non guarda il programma sa che i casting cercano storie al limite del grottesco; che i protagonisti conoscono il linguaggio televisivo e, in alcuni casi, esasperano i propri comportamenti; e che ogni dinamica è inevitabilmente filtrata dalla presenza degli autori e delle telecamere. Ed è piuttosto chiaro che a tenere incollati non sono solo i falò o i tradimenti, ma anche lo storytelling di comportamenti disfunzionali (gelosia, dipendenza affettiva, manipolazione, gestione della rabbia) che, pur esasperati nel loro confezionamento, restano in una certa misura riconoscibili.
È probabilmente proprio in quella zona grigia tra spettacolo e identificazione, o persino nel sentirsi "migliori" dei protagonisti, che si nasconde l'aspetto più interessante del programma: l'occasione per ripassare, da questo laboratorio del logorio relazionale, ciò che in coppia è meglio NON fare assolutamente. In questo primo episodio, per esempio, colpiscono Bernadette che minaccia di lasciare il compagno se non arriverà il matrimonio; Sabrina che rimprovera il partner per ciò che è anziché spiegare di cosa avrebbe bisogno (non vale se vaneggi su una persona ideale); o Gabriele che, invece di parlare delle proprie insicurezze, attribuisce intenzioni e pensieri alla compagna.
Cosa emerge da tutto questo? Una lezione che i terapeuti di coppia ripetono spesso: durante una discussione è sempre più efficace parlare dei propri bisogni e limiti che costruire un processo all'altra persona. In quanto, dietro accuse, minacce e ultimatum, in realtà si nasconde un bisogno che non si riesce a esprimere bene ("questa cosa mi fa sentire così, possiamo parlarne apertamente?", "non mi fa stare bene la direzione che ha preso questo aspetto della relazione, tu che cosa ne pensi?", “Credo che i nostri progetti di vita stiano andando in direzioni diverse, possono esserci margini di manovra?).
In fondo Temptation Island mostra, suo malgrado, proprio questo: non solo una collezione di coppie "sbagliate", ma soprattutto un catalogo grottesco di bisogni reali espressi, tradotti e fraintesi nel peggior modo possibile.