I volontari del servizio civile hanno chiesto di cambiare modalità di partecipazione alla tradizionale parata del 2 giugno ai Fori Imperiali, rifiutando la marcia in formazione militare e proponendo un approccio diverso, più coerente con la propria identità civile. La presa di posizione arriva attraverso una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ai ministri Guido Crosetto e Andrea Abodi, in cui i rappresentanti nazionali del servizio civile mettono in discussione una consuetudine consolidata: la partecipazione alla sfilata con passo di marcia, al pari delle forze armate.

«Eppure non siamo militari», osserva Francesco Colaianni, tra i portavoce dei volontari, spiegando come per la prima volta sia stata formalizzata la richiesta di non marciare. L’alternativa proposta è quella di partecipare «camminando», come già avviene per altre rappresentanze istituzionali, ad esempio i sindaci.

Nel documento inviato alle istituzioni, i volontari definiscono la marcia in formazione come una modalità percepita come distante dalla propria missione. «È un assoggettamento alle forze armate, non rappresentano i nostri valori», si legge nella posizione espressa dalla rappresentanza. La richiesta si inserisce anche in una riflessione più ampia sul significato del servizio civile, nato nel 1972 come espressione del diritto all’obiezione di coscienza e alternativa alla leva obbligatoria. In questo senso, l’assimilazione a una marcia militare viene letta come una contraddizione simbolica rispetto alla sua origine storica.

«Riteniamo opportuno che anche nelle occasioni celebrative più rilevanti possa trovare piena espressione una modalità di partecipazione coerente con la nostra identità civile», si legge ancora nella lettera, «in modo che la celebrazione del 2 giugno sia sempre più rappresentativa delle pluralità delle forme attraverso cui si realizza l’impegno per il bene comune». Oltre alla richiesta di modificare la modalità di partecipazione, i rappresentanti avanzano anche una proposta alternativa: una collocazione più visibile all’interno del corteo, potenzialmente in apertura della sfilata, come segnale di valorizzazione del ruolo del servizio civile.