Prendere la patente a 18 anni non è più un passaggio automatico verso l’età adulta. Negli ultimi anni, infatti, è diminuito in modo significativo il numero di giovani italiani che conseguono la licenza di guida appena raggiunta la maggiore età, mentre cala anche il numero di automobili intestate agli under 25.

Secondo un’analisi dell’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, tra il 2011 e il 2021 le auto intestate a giovani sotto i 25 anni sono passate da oltre un milione a meno di 600 mila, con una riduzione di circa un terzo nell’arco di dieci anni. Parallelamente, la percentuale di persone che prendono la patente a 18 anni è scesa sensibilmente: tra gli over 50 la quota raggiunge il 72%, mentre tra gli under 25 si ferma al 46%.

Un cambiamento che, secondo osservatori e specialisti, riflette trasformazioni economiche, culturali e sociali. Se in passato la patente rappresentava uno dei principali simboli di autonomia personale, oggi molti giovani sembrano considerarla meno centrale rispetto alle generazioni precedenti. Tra le cause più citate c’è innanzitutto il fattore economico. Conseguire la patente può costare circa mille euro, a cui si aggiungono le spese per automobile, carburante e assicurazione, considerate sempre più difficili da sostenere per molti giovani.

A questo si aggiunge la diffusione di alternative alla mobilità privata, soprattutto nelle grandi città: trasporto pubblico, car sharing, monopattini elettrici e servizi come Uber stanno modificando il rapporto delle nuove generazioni con l’automobile. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, in città come Roma molti giovani preferiscono utilizzare mezzi condivisi o servizi di trasporto a chiamata piuttosto che acquistare un’auto propria.

Ma il fenomeno, secondo alcuni esperti, non sarebbe soltanto economico o pratico. Lo psicoterapeuta Giorgio Nardone sostiene che il calo delle patenti rifletta anche un cambiamento nel rapporto dei giovani con l’idea stessa di crescita e autonomia. «È scomparso questo rito di passaggio, perché è svanita l’idea stessa di diventare adulti», osserva Nardone, autore insieme a Siegfried Stohr del libro “Panico al volante. Superare la paura per guidare sicuri”, in un’intervista al Corriere della Sera. Tra i giovani, inoltre, stare al volante viene sempre più spesso associato a tensione e ansia. Alcune rilevazioni riportano che il 93% dei ragazzi considera la guida una fonte di stress. Il risultato è un cambiamento generazionale nel modo di vivere mobilità e indipendenza: per molti diciottenni lo smartphone, i servizi digitali e le piattaforme online sembrano avere progressivamente sostituito l’automobile come principale strumento di libertà personale.