«Oggi arrivo più tardi al lavoro: devo andare al cinema»
Il nuovo film di Paolo Sorrentino, “La Grazia” - presentato in anteprima all’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia - arriverà nelle sale il 15 gennaio 2026. Prima dell’uscita ufficiale, però, in tutta Italia saranno organizzate proiezioni anticipate durante il periodo natalizio, tutte esclusivamente al mattino. Una scelta che riflette un cambiamento già in atto nell’offerta cinematografica e nelle abitudini del pubblico.
Negli ultimi anni, e in particolare dopo la pandemia, molti esercenti hanno ridotto gli spettacoli notturni, mentre sono aumentate le matinée, rivolte a segmenti di pubblico spesso esclusi dalla programmazione serale: anziani, famiglie con bambini, studenti, lavoratori con turni irregolari o semplicemente spettatori che preferiscono evitare la folla. Una fascia che si sta rivelando strategica.
Nel tentativo di ampliare l’offerta, diverse sale stanno sperimentando format dedicati al pubblico del mattino, spesso abbinati a prezzi calmierati. A Milano, il cinema Anteo ha proposto la formula “Colazione al cinema” a 5,50 euro: ogni mercoledì e domenica alle 10.00 caffè o cappuccino con mini brioche, a seguire la proiezione alle 10.30. A Firenze, lo spazio Alfieri ha lanciato una rassegna per famiglie ogni sabato alle 11.00, dal 22 novembre al 3 gennaio, proponendo classici dell’animazione e film d’autore come Miyazaki e La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti.
Anche il Sivori di Genova ha adottato un modello analogo: la sala apre alle 10.00 ogni domenica, con due titoli in programma - uno per famiglie alle 10.30 e uno per adulti alle 11.00 - e biglietti a 8 euro (6,50 per i bambini fino a 12 anni), comprensivi di colazione servita nella mezz’ora precedente.
Gli esercenti confermano che la combinazione di orari mattutini e prezzi accessibili sta incontrando il favore del pubblico, trasformando una fascia oraria un tempo marginale in un nuovo campo di sperimentazione per la socialità e per l’esperienza cinematografica. In questo contesto, la scelta di Sorrentino appare meno eccentrica di quanto sembri, inserendosi in un trend nazionale che punta a ripensare il cinema non solo nei contenuti, ma anche nei tempi in cui viene vissuto.