Femminicidi in Italia: una vittima ogni 72 ore. Perché l’educazione affettiva a scuola è urgente
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In Italia, una donna viene uccisa per mano di un uomo in media ogni 72 ore. È un dato sconvolgente che restituisce quanto sia ancora diffusa nel nostro Paese la violenza di genere, la cui espressione più drammatica è il femminicidio. Questo termine è entrato nel dibattito pubblico solo recentemente, per via di una presa di coscienza sempre maggiore della società sulle disparità economiche, sociali e culturali che pesano sulle spalle del genere femminile.
Per femminicidi si intendono quindi gli omicidi che vedono come vittima la donna "in quanto donna". A differenza di un omicidio comune, il femminicidio ha una motivazione specifica legata all'identità di genere della vittima, che spesso deriva dalla volontà di controllo e possesso della donna da parte del partner o ex partner. Il femminicidio è quindi l’atto finale di tutte quelle forme di discriminazione e di violenza che lo precedono, e che hanno luogo per via del fatto che il carnefice ritiene il ruolo della donna inferiore a quello dell’uomo. Tra questi ci sono maltrattamenti e violenze domestiche, ma anche forme di controllo, atti di gelosia e stalking.
Purtroppo alcuni di questi atteggiamenti vengono ancora considerati accettabili dalla società, o comunque non vengono sempre sanzionati come vere e proprie forme di violenza. Per questo motivo si discute da tempo di rendere obbligatoria l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole italiane. Ad oggi l’Italia è uno dei pochi Paesi dell’Unione Europea in cui questa materia non è presente ufficialmente nei programmi scolastici. Le scuole decidono in autonomia se inserire lezioni e laboratori tematici attraverso attività extracurricolari.
Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, si è riaperto il dibattito sull’importanza di affrontare i temi del sesso e delle relazioni nelle scuole, senza tabù e ingerenze. Insieme all’autrice e conduttrice Daniela Collu VD ha organizzato un incontro all’istituto San Giuseppe a Vigevano per sentire il parere di studenti e studentesse su questi argomenti. L’evento si è svolto in occasione della Giornata internazionale contro la violenza di genere del 25 novembre e in concomitanza dell’uscita su Sky Crime e NOW di “Ogni 72 Ore - Il caso Matteuzzi” uno speciale sul femminicidio di Alessandra Matteuzzi condotto da Daniela Collu.
Dopo la prima stagione della serie nel 2024 che ha ricostruito 4 episodi di femminicidi che hanno sconvolto l’Italia, Daniela Collu torna a raccontare le storie di femminicidi in Italia narrando i fatti accaduti a Bologna il 23 agosto 2022, quando Alessandra Matteuzzi è stata uccisa dall’ex compagno dopo un lungo periodo di minacce e stalking. Una storia emblematica che mostra anche il ruolo dei media nel fornire una narrazione distorta che macchia la reputazione della vittima e minimizza le colpe del carnefice. L’ennesimo episodio che mette in luce come, nelle relazioni affettive, la violenza inizia spesso come una manipolazione psicologica per poi trasformarsi in abuso emotivo, economico e sociale.