Alcuni supermercati inscenano furti per licenziare «chi costa troppo»
di Melissa AgliettiA Siena e Livorno, alcuni cassieri di una catena di supermercati sono stati licenziati per non aver superato il cosiddetto “test del carrello” o del “finto cliente”, che consiste nell'inscenare finti furti da parte degli ispettori dell’azienda. Nella pratica vengono nascosti nel carrello della spesa alcuni prodotti, senza però che al dipendente sia chiaro che quello che sta passando sul rullo è frutto di un test. I lavoratori in questione non sarebbero riusciti a individuare i finti furti e per questo motivo sarebbero stati cacciati, con licenziamento per giusta causa.
«Durante questi test, gli oggetti come forcine e bottoni vengono nascosti nei cartoni della birra o dentro le scatole delle uova. L’azienda vuole farmi sbagliare: l’ispettore palesa che si tratta di un test solo quando ormai metà della merce è passata sul rullo. Il cassiere va in agitazione e solo alla fine gli viene detto che cosa non ha trovato», spiega Massimiliano Fabozzi di Filcams Cgil. «Per giunta non sono i cassieri a essere addetti all’anti taccheggio e alla perquisizione». Il test carrello, continua Fabozzi, crea forte stress e ansia. «Non si tutela la salute del dipendente, si rompe il patto fiduciario tra lavoratore e azienda e crea tensioni tra i colleghi che non sono addetti alla cassa, in quanto loro non sono sottoposti a questo tipo di test. E poi è offensivo nei confronti del vero cliente: se vengo trattato come un ladro poi cambio supermercato».
Secondo i sindacati, per l’azienda, che ancora non è intervenuta ufficialmente, si tratterebbe di «un test che serve soltanto per decidere chi buttare fuori». «Chi è stato licenziato aveva 20 o 30 anni di servizio e quindi costava all’azienda. In altri casi in passato, seppur con modalità diverse, erano state invece allontanate persone con patologie, e quindi poco “produttive” per l’azienda». La ragione di questi test quindi potrebbe essere questa: allontanare «chi costa “troppo”». «Stiamo assistendo alla fuoriuscita della Costituzione dai luoghi di lavoro», dice Fabozzi. «La nostra lotta è importante, perché in gioco c’è la democrazia, la libertà e la sicurezza di chi lavora. E quindi del cittadino».
Intanto il caso è finito in parlamento, con Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra che ha presentato un’interrogazione. «È evidente l’intento vessatorio e intimidatorio da parte dell’azienda», ha detto «in un clima che le lavoratrici e i lavoratori descrivono come sempre più teso. È un atto in contrasto con lo Statuto dei lavoratori. Altri due cassieri sono stati licenziati a Livorno con la tecnica del ‘cliente invisibile’, dopo il caso gravissimo accaduto a Siena con il licenziamento disumano e pretestuoso di un delegato sindacale sessantaduenne che tra cinque anni sarebbe andato in pensione».