Lavori col sole fuori, esci ed è buio. Parte l’iter per l’orario “estivo” tutto l’anno
Anche oggi uscirai dal lavoro e farà già buio. Questo significa che, almeno per larga parte delle persone, in autunno e inverno le ore di luce vengono passate quasi sempre lavorando. Per sport, divertimento, aggregazione e tutte le altre attività sociali bisogna “accontentarsi” della luce artificiale. Ma le cose potrebbero presto cambiare.
Lunedì 17 novembre la Camera dei Deputati ha avviato la discussione sulla richiesta di un’indagine conoscitiva che punta all’adozione dell’ora legale per tutto l’anno. Se il percorso arriverà in fondo, potremmo quindi godere di un’ora di sole in più durante i mesi più freddi.
Quando arriva l’autunno le giornate si “accorciano” col passare delle giornate. Questo stacco viene amplificato con il ritorno alla cosiddetta ora solare, cioè quella “naturale” che nel nostro sistema è valida nei mesi invernali tra ottobre e marzo – mentre nei restanti mesi, quelli in cui ci sono più ore di luce, si utilizza appunto quella legale.
In caso di approvazione l’indagine analizzerà l’impatto della misura su diversi aspetti, a partire dai consumi energetici e impatto ambientale, ma anche salute pubblica, sicurezza e abitudini sociali. Dopo questo passaggio si prevede l’avvio dell’iter parlamentare con la presentazione di una proposta di legge entro il 30 giugno 2026. La proposta, sostenuta dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), da Consumerismo No Profit e dal deputato della Lega Andrea Barabotti, può contare su oltre 350mila firme raccolte con una petizione online.
Oltre ai benefici della luce solare per umore, salute e socialità, l’ora legale ha garantito – nella sua applicazione attuale – anche un risparmio economico. Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale, nei sette mesi di ora legale del 2025 il sistema elettrico italiano ha beneficiato di minori consumi di energia per 310 milioni di kWh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 120 mila famiglie.
Il dato si traduce in un risparmio economico di oltre 90 milioni di euro. Nel complesso, dal 2004 al 2025, secondo l’analisi di Terna il risparmio per i cittadini è stato di circa 2,3 miliardi di euro. Il minor consumo elettrico consente anche di alleggerire l’impatto ambientale: solo quest’anno sono state evitate emissioni di CO2 per 145 mila tonnellate grazie al minor consumo di energia dovuto all’ora legale.
Sulla questione è stato recentemente riaperto il dibattito europeo, dopo che ad ottobre il premier spagnolo Pedro Sánchez aveva definito il cambio d’ora «senza senso». Il commissario all’Energia Dan Jørgensen ha confermato che verrà avviato un nuovo studio sul tema. Nel 2019 il Parlamento UE aveva approvato una proposta di direttiva per lasciare agli Stati membri la libertà di scegliere un orario fisso. Ma la pandemia e le divergenze tra i Paesi hanno bloccato tutto. Il percorso quindi è ancora lungo, ma l’iniziativa italiana mostra che l’interesse per la questione, anche se non è una priorità, è molto alto.