Dopo settimane di polemiche e rinvii, South Park è tornato sugli schermi con un episodio che ha di nuovo acceso il dibattito. La quinta puntata della 27ª stagione, intitolata «Conflitto di interessi», ha scelto come bersaglio il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, accusato in modo diretto – attraverso la voce del personaggio di Sheila Broflovski, la madre di Kyle – di «uccidere migliaia di persone, radere al suolo interi quartieri e proteggersi dietro al giudaismo come scudo contro le critiche». L’episodio è andato in onda pochi giorni prima del discorso tenuto dal primo ministro israeliano all’ONU, disertato dalla maggior parte dei delegati e accolto da diversi fischi.

L’uscita della puntata era particolarmente attesa, non solo per i consueti toni irriverenti della serie creata da Matt Stone e Trey Parker, ma anche per il clima politico infuocato negli Stati Uniti. L’assassinio del commentatore di destra Charlie Kirk aveva fatto esplodere tensioni già incandescenti: l’amministrazione Trump e la sua base hanno parlato di un complotto orchestrato dalla sinistra, lanciando una campagna di ritorsioni che ha colpito volti noti dello spettacolo come Jimmy Kimmel, il cui programma è stato temporaneamente sospeso.

In questo contesto, è finita nella bufera anche South Park, che nella seconda puntata «Got a Nut» – andata in onda prima della morte di Kirk – irrideva proprio l’opinionista e la sua dialettica. Dopo la messa in onda, Kirk stesso aveva dichiarato di aver apprezzato la parodia, considerandola «una medaglia d’onore» per il suo attivismo, e aveva persino deciso di usare l’immagine del personaggio di South Park vestito come lui come icona su Twitter. La sua morte, però, ha trasformato quella satira in oggetto di polemiche e campagne di ritorsione contro gli autori, accusati di essere moralmente complici dell’omicidio.

Una settimana dopo la morte di Kirk è stato annunciato il rinvio del nuovo episodio. Ufficialmente per un «ritardo tecnico», anche se molti lo hanno interpretato come un segnale di censura.

La trama di «Conflitto di interessi» mescola due linee narrative: da un lato Donald Trump, impegnato in un surreale tentativo di sbarazzarsi del figlio che aspetta da Satana; dall’altro Kyle e sua madre Sheila, che finiscono invischiati in un sistema di scommesse online sul conflitto fra «Israele contro Palestina».

In uno dei momenti più intensi, Sheila vola a Gerusalemme per affrontare direttamente Netanyahu, accusandolo senza mezzi termini di genocidio e di strumentalizzare la religione per zittire le critiche.
«Eccola qui, signor N-E-T-A-N-Y-A-H-U. Chi si crede di essere? Uccidere migliaia di persone e radere al suolo interi quartieri, per poi proteggersi dietro al giudaismo come se questo lo tutelasse dalle critiche. Sta rendendo la vita impossibile agli ebrei! Sa cosa sta facendo, e lo fa apposta.»

Com’era prevedibile, l’episodio ha scatenato reazioni contrastanti. The New Arab ha scritto che, «sebbene si concentri principalmente sull’impatto della guerra di Gaza sulla vita degli ebrei americani», le parole di Sheila possono essere interpretate «come il riconoscimento da parte dei creatori Matt Stone e Trey Parker delle atrocità commesse da Israele negli ultimi 23 mesi, ora etichettate come genocidio dalle Nazioni Unite e dai principali gruppi per i diritti umani». Al contrario, organizzazioni sioniste come Betar US hanno accusato South Park di promuovere un «antisemitismo pigro» e di scaricare su Israele la responsabilità del crescente antisemitismo nel mondo.

Negli anni, South Park ha preso di mira praticamente tutti: da Vladimir Putin a Joe Biden, da Kim Jong-un ad Angela Merkel, da Hillary Clinton a J.D. Vance, fino a celebrità come Kanye West, Tom Cruise, Mel Gibson e Michael Jackson. Anche quest’anno, fedele alla sua cifra stilistica, non risparmia nessuno: la caricatura di Trump, la satira del mondo mediatico e finanziario che specula persino sulla guerra, e ora la violenza genocidaria del governo Netanyahu.

In un’epoca in cui la satira politica è spesso sotto pressione – anche nei Paesi democratici – South Park continua a osare. Non arretra di fronte a temi complessi come la guerra, la religione o l’antisemitismo, rischiando sempre di dividere ma garantendo una voce scomoda nel panorama mediatico globale. Anche il suo ultimo episodio ne è una testimonianza: «Conflitto di interessi» non sarà forse il più scandaloso della stagione, ma denuncia – a suo modo – che c’è un popolo che giorno dopo giorno sta venendo sterminato.