Domenica 7 settembre in San Pietro si è svolta la liturgia di canonizzazione dei santi Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati. Hanno partecipato decine di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, e non per caso molti di loro erano giovani e giovanissimi. Frassati e Acutis sono infatti due laici (persone comuni non consacrate) che hanno dedicato alla fede gli anni della giovinezza, morendo prima di diventare adulti. 

 

Il primo, Pier Giorgio Frassati, morì nel 1925 a 24 anni. Proveniente da una ricca famiglia della borghesia torinese – il padre Alfredo fu fondatore e direttore dello storico quotidiano La Stampa – dedicò tutta la vita nell’assistenza alle persone in condizione di povertà e malattia mettendo in pratica i principi del cattolicesimo sociale. Acutis è invece più recente e più noto. Non è raro vederlo associato a titoli come “patrono di internet” oppure “il santo influencer” poiché utilizzò molto gli strumenti digitali per diffondere la fede.

Carlo Acutis è nato nel 1991 e ha vissuto buona parte della sua vita tra Monza e Milano, dove ha frequentato l’istituto paritario Leone XIII. Da sempre molto devoto, come altri nella sua generazione si appassionò a internet, che utilizzò per evangelizzare. Costruì quindi siti per diffondere il Vangelo, a partire da scuola e dalla sua parrocchia. Ma morì molto giovane, a 15 anni, nel 2006. La sua iconografia rispecchia la giovane età quanto la passione per il mondo digitale, perciò viene spesso rappresentato con la felpa, scarpe da ginnastica e pc in mano.

Questo ha contribuito a creare un grande seguito tra le nuove generazioni, che domenica in San Pietro lo hanno celebrato utilizzando registri e stili tipici del linguaggio della rete. Acutis sembra incarnare per molti un esempio di cattolicesimo “moderno” e al passo coi tempi. Un accostamento che non è sembrato urtare la Chiesa Cattolica, che ha tutti gli interessi a mostrarsi come “aperta” al mondo che cambia, per attirare fedeli e ampliare la sua sfera di influenza. Un anno prima di morire Papa Francesco aveva dato il via libera per la canonizzazione, poi rimandata per via del Conclave.