Oggi si apre, tra le polemiche, l’82esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Nei giorni scorsi un appello pubblico ha chiesto alla Biennale di esprimere una condanna chiara contro Israele e contro «chi sostiene il genocidio a Gaza». A lanciarlo sono stati decine di artisti e intellettuali riuniti sotto la sigla Venice 4 Palestine (V4P), che invitano le istituzioni culturali veneziane a non restare indifferenti di fronte al «genocidio in corso a Gaza e alla pulizia etnica in tutta la Palestina per mano del governo e dell’esercito israeliani».

Il documento reca firme di peso del cinema italiano, da Alba e Alice Rohrwacher a Valeria Golino, Marco Bellocchio, Toni Servillo e Matteo Garrone. «Da quasi due anni a questa parte ci giungono immagini inequivocabili dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania. Assistiamo, incredulә e impotenti, allo strazio di un genocidio compiuto in diretta dallo Stato di Israele in Palestina», si legge nell’appello, che chiede di non trasformare la Mostra in un «grande evento impermeabile a tale tragedia umana, civile e politica».

Secondo V4P, il festival dovrebbe diventare uno spazio in cui «celebrare la potenza dell’arte come mezzo di trasformazione, di testimonianza, di rappresentazione dell’umano e di sviluppo della coscienza critica». Da qui la richiesta che Biennale, Mostra, Giornate degli Autori e Settimana della Critica prendano posizione e «favoriscano spazi e modalità di narrazione per la Palestina».

La Biennale ha risposto con una nota: «La Biennale e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica sono sempre stati, nella loro storia, luoghi di confronto aperti e sensibili a tutte le questioni più urgenti della società e del mondo», ricordando la presenza in concorso del film The Voice of Hind Rajab della tunisina Kaouther Ben Hania, incentrato sulla vicenda di una bambina palestinese di 5 anni uccisa a Gaza nel 2024.

Ma i promotori di V4P rilanciano: «Come si può rendere omaggio a figure come Gerard Butler e Gal Gadot, protagonisti di un film fuori concorso, che sostengono ideologicamente e materialmente la condotta politica e militare di Israele?». Entrambi gli attori, in realtà, non saranno presenti in Laguna. La loro assenza, però, sarebbe dovuta a decisioni prese in precedenza: Butler non aveva mai previsto di partecipare, mentre Gadot è da tempo al centro di polemiche per le sue prese di posizione filo-israeliane.

Sul Lido, intanto, le associazioni hanno annunciato per il 30 agosto la manifestazione “Stop al Genocidio. Palestina Libera”, che V4P chiede sia agevolata dalla Biennale. L’appello ha trovato però anche una reazione contraria: è nato infatti il Comitato “Venice for Israel”, che in una lettera ha chiesto alla Biennale di «assumere una posizione chiara: l'arte è libertà, e non può diventare copertura di menzogne e antisemitismo. La narrazione di un 'genocidio a Gaza', diffusa da Hamas e amplificata da reti di propaganda russa e iraniana, è un caso esemplare: un falso costruito a tavolino che trova spazio anche nei linguaggi culturali, fino a sembrare una verità acquisita».