«Finalmente», commenta il comandante della polizia locale di Verona e referente ANCI per Viabilità Italia, Luigi Altamura. Buttare un rifiuto da un'auto o un veicolo a motore, che sia in sosta o in marcia, adesso può costare fino a 18.000€ e la multa può arrivare anche a casa giorni dopo: non è più necessaria, infatti, la flagranza del reato da parte di una pattuglia.

Il punto centrale del decreto-legge 8 agosto 2025, n. 116, è la modifica dell'articolo 15 del Codice della Strada – che ora permetterà di «acquisire e visionare immagini da qualsiasi impianto di videosorveglianza», interrogare la banca dati della Motorizzazione e risalire al proprietario del mezzo da cui è stato lanciato il rifiuto.

«Se si tratta di un fazzoletto o di un mozzicone di sigaretta», ha spiegato Altamura al Corriere della Sera, «la multa arriva fino a 1.188€, ma se si lancia una lattina o un sacchetto di rifiuti è prevista la segnalazione alla Procura con un'ammenda da 1.500 a 18.000€». Se il gesto avviene in aree protette o in zone già inquinate, poi, scatta l'arresto: «non è solo una questione di decoro urbano: un rifiuto lanciato da un mezzo può colpire un motociclista o costringere il veicolo dietro a una frenata improvvisa, provocando magari un tamponamento a catena».

L’obiettivo del decreto (che include anche casi di sospensione della patente e confisca del veicolo) è «punire un comportamento incivile che può mettere a rischio vite e ambiente», con telecamere che «funzionano 24 ore su 24, anche nei giorni festivi». Le nuove sanzioni colpiranno soprattutto «chi usa auto o furgoni per scaricare rifiuti in campagne, zone industriali dismesse o aree naturali».