«Se i turisti non spendono, che se ne stiano a casa loro»
di Melissa AgliettiIn molte città italiane se ci si ferma a parlare con i commercianti quello che si sente spesso dire è che i turisti che vengono «non spendono», si prendono un panino e visitano il centro storico nell’arco di poche ore.
Invece che puntare il dito verso il sistema economico che interessa gran parte delle città italiane e che si basa esclusivamente sul turismo, senza però una progettualità e con tutti i rischi di una “monocultura”, il nemico diventa il turista “povero”.
A Venezia, ad esempio, il gioielliere Setrak Tokatzian, presidente dell'Associazione Piazza San Marco, ha proposto di «porre un limite ai grandi flussi turistici giornalieri». «A queste persone farei pagare 100 euro a testa. Ci sono maree di persone con il braccialetto bianco che arrivano dai camping. Questa gente non sa nemmeno cos’è la cultura e lo si vede perché arrivano, non sanno nemmeno dove sono, e se ne vanno, senza aver comprato nulla», ha detto al Corriere Veneto.
Una visione profondamente classista che è la stessa che ha portato all’espulsione dai centri storici dei residenti “più poveri”. «Mi domando – continua Setrak Tokatzian — ma dov’è la bella gente, quella interessata alla città, quella che porta davvero qualcosa alla città? Arrivano al mattino con i pullman dal litorale e se ne vanno nel pomeriggio, senza aver speso un euro». Insomma, sei ben accetto in base a quanto hai nel portafoglio, se sei povero allora «stay home».
Anche a Firenze c’erano state proposte simili, tra cui la possibilità di introdurre un biglietto o un ticket aggiuntivo per coloro che visitano la città in giornata senza pernottare.
Ancora una volta la responsabilità di centri storici sovraffolati, invivibili e soprattutto martoriati da un’industria, come quella del turismo, che per gli esperti fa danni quanto quella siderurgica, è del singolo.
Il turista “povero” è il nuovo capro espiatorio di un sistema che richiede innanzitutto la pretesa di un’attivazione della politica. Che però al momento è occupata a far mettere sui quotidiani i numeri sempre più alti di visitatori nelle nostre città. Numeri interpretati però solo come «un successo dell’amministrazione».