Silenziare l’ennesimo gruppo Whatsapp è un atto di resistenza
di Vincenzo LigrestiUn attimo prima stai bevendo un caffè, un attimo dopo sei dentro a “Regalo Lorena ” con 23 persone e 200 messaggi. I gruppi WhatsApp ormai si moltiplicano da soli e si sommano a tutti gli altri: quelli dei colleghi, dei parenti, degli amici, degli amici ma per organizzare la vacanza, che scrivono spesso nel momento meno adatto.
Quando sei impegnato, ti distraggono. Quando sei libero, ti risucchiano.
Basta un’ora lontano dal telefono, e ti sembra di dover recuperare l’equivalente di una conferenza stampa, tre webinar e due podcast. «Non odio i gruppi, ma non riesco materialmente a seguire tutte le conversazioni, che nelle chat di gruppo sono velocissime», mi dice Daria, 34 anni. «A volte mi si fa pesare questa mia assenza, specie quando ci sono comunicazioni ‘importanti’ che in mezzo alle altre migliaia di messaggi si perdono».
La domanda quindi sorge spontanea: qual è il numero massimo di gruppi WhatsApp a cui una singola persona può prestare attenzione durante l’arco della giornata?
Non ho la risposta, ma da quando ho iniziato a silenziarne la maggior parte, la mia vita – già colpita da una soglia dell’attenzione drasticamente calata – è decisamente migliorata.
Intendiamoci, WhatsApp rimane utilissimo, e secondo studi come quello della Edge Hill University può favorire relazioni più forti e un maggiore senso di appartenenza sociale.
Ma non voglio più che la mia vita sia una pausa tra seguire una lunghissima conversazione in un gruppo per rispondere prontamente con una battuta e recuperarne di inutili.
Le mie energie sono limitate.
«Mi ritrovo spesso a sentirmi in colpa quando i miei amici mi fanno notare la mia latitanza in alcuni gruppi WhatsApp, ma non rispondere immediatamente non significa mettere in discussione l’affetto», mi dice Giulia, 29 anni. E non potrei trovarmi più d’accordo: se è qualcosa di davvero importante, scrivimi in privato. Ti risponderò.