Nei giorni scorsi, circa mille cittadini di Benevento hanno trovato nelle loro cassette postali una lettera di sfratto immediato dalla propria abitazione. Redatta con linguaggio tecnico e toni formali, la comunicazione sembrava provenire dall’esercito israeliano. In realtà, si trattava di un’azione simbolica ideata dal Collettivo autonomo pro-palestinese «Hurriya», con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.
La lettera riproduceva fedelmente le caratteristiche di un documento legale di sfratto, con riferimenti normativi e una data perentoria: il 15 giugno.
Si legge: «Spettabile locatario, con riferimento al contratto di locazione ad uso abitativo avente ad oggetto l’immobile nel quale attualmente è domiciliato, in qualità di proprietario, con la presente si comunica formale disdetta del contratto di locazione (…) con avviso di sfratto immediato».
Solo proseguendo nella lettura si svelava il vero intento dell’iniziativa: «Ovviamente questo avviso non è reale, ma speriamo abbia attirato la sua attenzione. Il popolo palestinese non è altrettanto fortunato, non riceve lettere di sfratto, ma colpi alla porta di casa nel cuore della notte, senza una ragione e in modo completamente illegale».
L’obiettivo era provocare una scossa emotiva, spingendo i destinatari a immedesimarsi, anche solo per un istante, in ciò che migliaia di famiglie palestinesi vivono ogni giorno:
«cacciate via dalle proprie abitazioni senza avere il tempo di recuperare valigie, vestiti, oggetti personali», «vengono percosse, umiliate, arrestate senza un capo di accusa e trucidate dall’esercito israeliano».
«Abbiamo scelto un tema universale e profondamente umano come la casa – spiegano gli attivisti – perché a Gaza come a Benevento, la casa è un bene sacro. Ma mentre qui si è trattato solo di uno spavento, in Palestina è una tragedia quotidiana».
L’iniziativa fa parte di un percorso più ampio che culminerà domenica 15 giugno a Benevento con una serie di eventi pubblici:
una biciclettata per Gaza, un checkpoint simbolico con flash mob silenzioso lungo Corso Garibaldi e, in serata, un’assemblea pubblica per promuovere la partecipazione alla manifestazione nazionale del 21 giugno.