Pornhub e altri siti per adulti stanno scioperando in Francia
di Tommaso ProverbioIn Francia, i principali siti porno – Pornhub, YouPorn, Redtube – si sono autosospesi in protesta contro la legge che impone la verifica dell’età tramite documenti d’identità o sistemi simili allo SPID.
È la prima forma di “sciopero digitale” pensata per difendere il diritto alla privacy online. Al posto dei video, gli utenti francesi trovano un messaggio chiaro: «La libertà non ha pulsanti di off».
Aylo, il gruppo che gestisce i principali siti per adulti coinvolti, ha definito la norma del Governo francese «sproporzionata, inefficace e rischiosa per la tutela della privacy».
Il provvedimento richiede l’autenticazione dell’identità per accedere a contenuti per adulti, con modalità che possono includere la raccolta di dati da parte di fornitori terzi. Secondo i critici, questo tipo di identificazione può aumentare il rischio di esposizione dei dati personali, comprese informazioni sensibili relative alle abitudini di navigazione.
L’obiettivo della legge è impedire ai minori di accedere a contenuti pornografici, ma il meccanismo adottato è considerato da alcuni operatori poco sicuro e potenzialmente vulnerabile a violazioni.
Il governo francese ha confermato l’intenzione di far rispettare la norma. «Tanto meglio se se ne vanno», ha dichiarato la ministra Aurore Bergé, riferendosi ai siti che si sono autosospesi.
Tra le alternative tecniche alla verifica dell’età tramite documento, esistono sistemi che utilizzano l’anonimizzazione. Ad esempio, tecnologie basate sulla crittografia omomorfica o zero-knowledge proof permettono di verificare che un utente sia maggiorenne senza rivelare la sua identità o salvare dati personali. Queste soluzioni, però, non sono ancora adottate su larga scala e propongono sfide sia tecniche sia regolatorie.
Il dibattito rimane aperto: da un lato l’esigenza di protezione dei minori, dall’altro le preoccupazioni per la gestione dei dati e il rispetto della privacy degli adulti.
In Francia la legge è già in vigore. Altri Paesi – tra cui il Regno Unito e gli USA – stanno valutando misure simili.