Un’analisi dell’associazione no profit Giocoresponsabile.info fa il punto sul fenomeno del gioco d’azzardo in Italia con i dati ufficiali più aggiornati. Nel 2021, gli italiani hanno speso (contando il totale giocato) circa 111 miliardi di euro nel gioco d’azzardo. Poi, nel 2022, sono stati raggiunti i 136 miliardi di euro: un importo che – secondo la no profit – ha superato le spese per la sanità (128 miliardi), per l’istruzione (52 miliardi) oltre che il totale dei bilanci di tutti i comuni italiani (77 miliardi). 

Più passano gli anni, più aumentano le spese. Il volume totale ammonta a 150 miliardi di euro nel 2023, nel 2024 si stimano invece 168 miliardi, e fino a 180 miliardi nel 2025. «Questo andamento evidenzia una crescente incidenza del gioco d’azzardo sulle finanze pubbliche e sulle spese sociali», scrive la no profit. Rispetto a quanto giocato nel 2006, la raccolta complessiva è più che triplicata. E anche se parte di questi soldi tornano nelle tasche di chi ha giocato (in caso di vittoria), l’aumento è preoccupante. Anche perché molti giocatori sono giovani, alcun addirittura minorenni, anche se non potrebbero. Il volume delle puntate nel 2021 è aumentato di circa il 21% e le persone che spendono di più sono gli adulti tra i 25 e i 34 anni. Ma Nomisma stima che il 37% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni ha fatto giochi d'azzardo o di fortuna, utilizzando il canale online nel 64% dei casi. 

Proprio la possibilità di scommettere in rete sta trainando la crescita. Il gioco nei casino online – inclusi slot e gratta e vinci – ha guadagnato 15 punti percentuali negli ultimi tre anni. E infatti le scommesse a distanza hanno ormai superato quelle nelle sale fisiche (come bar e tabaccai): l’azzardo a distanza si spartisce il 60% del mercato, rispetto al 40% delle scommesse sul posto. Oggi, insomma, basta cliccare sul proprio smartphone per giocare, esponendo sempre più persone alla ludopatia.