Uno spot per la Festa dei Lavoratori, fatto con l'Ai
Per promuovere il Concertone del Primo Maggio, la Rai ha scelto di diffondere uno spot realizzato con l’intelligenza artificiale. Il video, pubblicato sui canali social dell’emittente, intendeva celebrare la Festa del Lavoro, ma ha suscitato una forte reazione di critiche da parte del pubblico.
Nel filmato non viene mai menzionato l'uso dell’IA, ma molti utenti lo hanno subito notato: volti artificiali, movimenti innaturali, mezzi pubblici desolati, una Roma vuota. L'estetica fredda del video ha suscitato dubbi non solo sul piano tecnico, ma anche per il suo significato simbolico: per celebrare il lavoro, è stato scelto di escludere proprio il lavoro umano.
Le reazioni online non si sono fatte attendere. Alcuni hanno criticato la scarsa qualità dello spot, altri hanno sollevato interrogativi etici sull’uso dell’IA in un contesto che dovrebbe onorare i lavoratori. «Sarà festa anche per il videomaker che avreste potuto assumere?», ha scritto un utente. «L’intelligenza artificiale dovrebbe affiancare, non sostituire il lavoro umano». «È pur sempre TeleMeloni, cosa vi aspettavate?», ha commentato un altro utente sui social. Molti si sono inoltre chiesti perché la Rai, con il suo vasto patrimonio audiovisivo a disposizione, abbia scelto una soluzione artificiale.
A chiarire le intenzioni è intervenuto Giovanni Anversa, vicedirettore Rai, che ha spiegato: «L'idea del video è nata dal team creativo dell’emittente. È stato pensato per mostrare ragazzi che convergono verso piazza San Giovanni. Alcune immagini sono generate con l’IA, altre provengono dal concerto».
Anche i conduttori del Concertone hanno commentato la vicenda. «È carino. Quando fu inventato il computer, fu criticato. L’IA potrà imitare una mia canzone, ma non potrà mai accedere alla mia creatività», ha detto Big Mama. Secondo Noemi, «l’IA può essere utile se resta al servizio dell’uomo. Come ogni cosa, deve trovare il suo spazio nel mondo del lavoro». Per Ermal Meta, infine, «il trailer era un po’ troppo patinato. Penso che l’IA non potrà mai sostituire la mano dell’uomo, che è imperfetta e contribuisce a dare tridimensionalità».