Porco Rosso torna al cinema in occasione della Liberazione
Dovendo celebrare «sobriamente» l'80esimo anniversario della Liberazione a causa lutto nazionale (prolungato) per la morte di Papa Francesco, la casa di distribuzione Lucky Red ha pensato bene di riproporre al cinema il sesto lungometraggio animato diretto da Hayao Miyazaki, “Porco Rosso”: un'iniziativa simbolica (e politica) più che commerciale, dal momento che il film è disponibile da tempo on-demand su Netflix.
Basato sul manga “Hikōtei jidai” (letteralmente: “L'era degli idrovolanti”) e concepito originariamente come cortometraggio di mezz'ora per la Japan Airlines, “Porco Rosso” fu allungato dallo Studio Ghibli e distribuito nei cinema nel 1992, dopo lo scoppio delle guerre jugoslave: un'idea «sciocca», avrebbe poi detto Miyazaki: «è stato sciocco da parte mia realizzare un film “adulto” per i bambini».
Ambientato nei cieli sopra al Mar Adriatico, racconta infatti la storia di un aviatore anarchico che, dopo la Prima Guerra Mondiale, viene colpito da una maledizione che lo trasforma in un maiale antropomorfo; d'altronde, «piuttosto che diventare un fascista, meglio essere un maiale» dice lui, quando gli viene chiesto di aderire al regime per poter rientrare in Italia: una sequenza diventata il simbolo del pensiero politico del regista.
“Porco Rosso” sarà proiettato, solo per un giorno, nei cinema di sette sale in sette città italiane, tutte nella storia della Resistenza: al Metropolitan di Napoli, al Quattro Fontane di Roma, all’Astra di Firenze, l'Odeon di Bologna, il Sivori di Genova, l'Eliseo di Torino e l'Anteo di Milano – dove la proiezione sarà introdotta da Andrea Vailati di Arte Settima e da Virginia Gambatesa.