Un gruppo di studentesse dello IED di Roma ha deciso di lanciare la campagna Sei complice, che punta a sensibilizzare sul tema della condivisione non consensuale di materiale intimo. Come prima azione, sono stati affissi nella capitale alcuni volantini.

«Abbiamo posizionato una serie di volantini con dei QR code in punti nevralgici di Roma, con accanto frasi provocatorie che suggerivano l’accesso a nudes di ex fidanzate. Ma una volta scannerizzato, nessuna immagine: solo un video che ti mette di fronte alla realtà. Se guardi, sei complice», scrivono le studentesse sul sito della campagna. «Il nostro obiettivo? Interrompere l’indifferenza, generare disagio e trasformare la curiosità in consapevolezza.

Se guardi, sei complice: il video della campagna dello IED

Il revenge porn esiste perché qualcuno sceglie di guardare». Inquadrando il QR code appare una donna e da fuori campo una voce maschile le chiede di spogliarsi. Poi però la telecamera si sposta sul volto di un ragazzo che dice che non solo diffondere materiale intimo senza il consenso dell’altra persona è reato, ma lo è anche guardarlo.Per il gruppo di studentesse è importante cambiare prospettiva sulla diffusione di materiale intimo non consensuale. «Tutti si concentrano sulle vittime - spiegano - ma nessuno punta il dito su chi alimenta il sistema». 

Sul sito della campagna c’è anche una sezione dedicata a chi necessita di supporto. Secondo quanto riportato dal Corriere, In Italia sono cinque milioni le vittime di questo reato. La maggioranza sono donne, mentre sono invece 14 milioni le persone ad aver visualizzato questi contenuti privati. L’84% di chi riceve immagini di nudo non consensuali e le condivide, invece, si dice pronto a farlo di nuovo.