«Andare a ballare sta diventando un lusso per pochi»
Negli ultimi cinque anni in Gran Bretagna circa 400 discoteche hanno deciso di chiudere, più di un terzo del totale. Il declino è così marcato che addirittura il sindaco di Londra Sadiq Khan vuole lanciare una task force per sostenere la vita notturna e aiutare i locali a rischio chiusura. Un lungo approfondimento della BBC prova a indagare le ragioni di questa crisi. Esperti e addetti ai lavori parlano di diversi fattori, come l'aumento dei costi, la riduzione del potere d’acquisto e il cambiamento nelle abitudini di vita.
Buona parte del declino sarebbe dovuto alla disaffezione della GenZ. Oggi si trova nella fascia di età storicamente più avvezza al clubbing, ma esce meno la sera rispetto a quanto accadeva in passato. Uno studio della Night Time Industries Association (NTIA) pubblicato di recente ha rilevato che quasi due terzi dei giovani tra i 18 e i 30 anni escono meno frequentemente rispetto a un anno fa.
Secondo alcuni studiosi, sarebbe in atto un cambiamento culturale favorito dagli anni del lockdown. Le nuove generazioni sarebbero quindi meno propense a uscire la sera perché vivono meno la socialità offline, bevono meno alcol e fanno meno uso di sostanze. Al contrario vivono molto più online e sulle piattaforme social. Un utilizzo dello smartphone che può portare alla dipendenza. Parallelamente cresce solitudine e ansia sociale. Il risultato è che «sta diventando sempre più difficile per i giovani socializzare di persona», come ha spiegato alla BBC la psicologa Elizabeth Feigin. O più banalmente, sono bombardati da trend social ed esempi educativi (spesso iperprotettivi) che promuovono stili di vita considerati più sani – o comunque più sicuri.
Ma questa è solo una parte del racconto. Un’altra motivazione molto rilevante è spiegata in modo chiaro da Michael Kill, amministratore delegato della NTIA: «La realtà è che le persone non possono più permetterselo». Non ci sono solo i costi elevati dei biglietti, ma anche le consumazioni, i taxi per gli spostamenti, il cibo per rimettersi in sesto a fine serata etc. Il 68% delle persone ha dichiarato a NTIA che l'attuale clima economico ha ridotto la frequenza con cui escono.
«Uscire in discoteca sta diventando un lusso, ed è semplicemente pazzesco», afferma Sherelle Thomas, DJ di BBC 6 Music. «Dovresti poter entrare in un club e stare con gli amici in qualsiasi momento tu voglia, perché è qualcosa che ti rende felice». Invece oggi sta succedendo esattamente l’opposto, in UK e in generale in Europa. Con le serate che costano sempre di più e il costo della vita in costante aumento, spesso si sceglie di restare a casa o puntare su opzioni più economiche. A questo si aggiunge il fatto che molte donne e membri della comunità LGBTQIA+ non si sentono sicuri in un ambiente spesso dominato dalla presenza maschile, e in cui troppo spesso si tollerano ancora atteggiamenti molesti e degradanti verso le persone di genere femminile.
Per affrontare le sfide economiche i club dovranno dunque reinventarsi. Ma questa è anche un’occasione per rendere più sicuri e accessibili questi luoghi. Come? Recuperando le radici del movimento che, prima di subire la speculazione commerciale, era nato proprio per garantire spazi di aggregazione e divertimento alle minoranze povere e discriminate.
Dopotutto il concetto di clubbing non può morire, perché fa parte della natura umana celebrare la vita attraverso il ballo. Come ha ricordato alla BBC la storica del design Cat Rossi: «fin dall'alba della civiltà, abbiamo avuto bisogno di uscire, ballare e stare insieme di notte. L’aggregazione è una parte fondamentale del nostro tessuto sociale».