E se tutti i testi fossero declinati al femminile?
A partire da questi giorni, sul sito ufficiale dell’ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Psicologi), alcune immagini saranno evidenziate da una riquadratura rossa per segnalare che i testi di quegli articoli sono stati declinati esclusivamente al femminile. Questa scelta rappresenta una mossa simbolica, ma anche concreta, per promuovere un linguaggio più inclusivo che sfida le convenzioni della lingua italiana.
L’intento di ENPAP è di riflettere su ciò che accadrebbe se il femminile fosse utilizzato per rappresentare entrambi i generi – invertendo, almeno in parte, una prassi storica che ha sempre privilegiato il maschile come forma neutra. Prassi, tra l’altro, più volte contestata dalle associazioni femministe e da chi sostiene l’importanza di una lingua più inclusiva, già dal 1987 – anno delle “Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana”.
L’iniziativa è stata lanciata in concomitanza con le elezioni ENPAP che si sono tenute dal 3 al 7 marzo 2025, ed è perfettamente in linea con le recenti modifiche al Regolamento Elettorale dell’Ente; in particolare, il nuovo regolamento introduce una quota garantita di preferenze per il genere femminile – un passaggio che si inserisce in una più ampia riflessione sulle disparità di rappresentanza e la necessità di correggerle in ambito professionale e istituzionale.
Per la prima volta, le cosiddette “quote rosa” non saranno solo un’opzione, ma una vera e propria obbligazione normativa, che cerca di garantire che le donne abbiano una rappresentanza equa nelle decisioni strategiche e amministrative. Le realtà istituzionali e professionali che si impegnano a rivedere le proprie politiche interne – dalla rappresentanza alla cultura organizzativa – sono sempre di più, ma mai abbastanza. Questo tipo di rispetto passa anche dal linguaggio.