In Italia un ragazzo su 10 vive "rinchiuso in casa"
di Stella RegèUn'analisi pubblicata su Scientific Reports (gruppo Nature) a gennaio 2025 rivela che il 10% dei giovani italiani vive un isolamento sociale profondo, simile a quello degli hikikomori – un termine giapponese indicante persone che, a causa di ansia sociale o stress, si ritirano dalla società, isolandosi per lunghi periodi. La ricerca, condotta dal CNR di Roma e dal gruppo di ricerca MUSA, ha esaminato le cause di questo fenomeno, con l'obiettivo di comprendere quanto e come il lockdown, durante la pandemia da Covid-19, abbia impattato sulle attitudini sociali degli adolescenti italiani tra i 14 e i 19 anni.
Lo studio evidenzia che l'isolamento sociale tra i giovani è in aumento, senza distinzioni di genere, ceto sociale o provenienza geografica. Le interazioni faccia a faccia (offline) sono diminuite, principalmente a causa della sfiducia nelle relazioni, dell'iper-connessione digitale e di fattori quali cyberbullismo, scarsa qualità dei legami familiari, insoddisfazione corporea e limitata partecipazione ad attività extrascolastiche.
«Studi precedenti del nostro gruppo di ricerca avevano già identificato le cause di alcuni effetti negativi legati al cambiamento delle interazioni sociali durante la pandemia», spiega Antonio Tintori, uno degli studiosi del CNR. «In particolare, abbiamo osservato che l'eccessiva esposizione ai social media, gioca un ruolo cruciale in questo processo che mina le interazioni, l'identità adolescenziale e, infine, il benessere psicologico».
I ricercatori hanno individuato tre gruppi sociorelazionali: le “farfalle sociali”, gli “amico-centrici” e i “lupi solitari”. Le “farfalle sociali” sono i giovani con migliori competenze relazionali, che interagiscono frequentemente sia con amici che familiari. Gli “amico-centrici” si concentrano sulle amicizie, dedicando meno tempo ai familiari. I “lupi solitari” hanno pochissime relazioni dirette, sia con amici che con i parenti. Quest'ultimo gruppo è più che raddoppiato tra il 2019 e il 2022, passando dal 15% al 40%.
Il ritiro sociale tra gli adolescenti potrebbe trasformarsi in una vera emergenza sociale, simile a quella degli hikikomori in Giappone. Tintori sottolinea la necessità urgente di interventi educativi per genitori e insegnanti, e di un supporto mirato per i giovani più vulnerabili. Per affrontare questa sfida, il gruppo di ricerca MUSA ha avviato un’indagine longitudinale, “Mutamenti Internazionali e Benessere”, che seguirà per cinque anni migliaia di adolescenti, in modo da analizzare l’isolamento e il suo impatto sul benessere psicologico.