No, le creme solari non provocano i tumori
Il cantante Salmo ha pubblicato un video in cui accusa le creme solari di avergli provocato il cancro alla pelle, un carcinoma basocellulare che gli è stato asportato.
La fake news è stata diffusa mentre da alcuni giorni circola sui social un altro video in cui la ricercatrice Debora Rasio cita in modo selettivo e fuori contesto i dati di una ricerca scientifica, diffondendo informazioni false sulle creme solari.
La leggenda delle creme solari che causerebbero i tumori alla pelle è dovuta a una lettura superficiale e tendenziosa di uno studio pubblicato nel 2023 sulla rivista medica Cancer Epidemiol Biomarkers.
Lo studio evidenzia alcuni fattori, come sesso, colore dei capelli e utilizzo delle protezioni solari, che, interagendo con oltre 200 varianti genetiche, sono risultati “mediatori significativi” nel rischio di sviluppare un tumore della pelle. Ma cosa significa?
Non esiste un rapporto di causa-effetto tra l’uso delle creme e l’insorgere della malattia. L’uso frequente delle creme solari è sì associato ai tumori analizzati, ma per via di un paradosso.
Lo ha spiegato Ivan Litvinov, uno degli autori dello studio citato sopra. Chi utilizza le creme solari tende a trascorrere «più tempo al sole senza usare altre misure di protezione, con conseguente aumento dell’abbronzatura e delle scottature, pur avendo una falsa sensazione di protezione».
Il paradosso sta tutto nella logica: chi si mette la crema solare lo fa per stare al sole, passerà quindi più tempo di esposizione al sole rispetto a chi non usa la crema, aumentando la possibilità di tumori alla pelle.
Come spesso accade quando vengono fraintesi i dati della letteratura scientifica, lo studio è un ottimo esempio della differenza tra correlazione (due eventi si verificano insieme) e causalità (un evento provoca l'altro).
In seguito alla diffusione delle fake news, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha ribadito che «non è vero che le creme solari facciano male e, tantomeno, che siano cancerogene». Gli unici limiti da prendere in considerazione sono quelli relativi al Fattore di Protezione Solare o SPF (il numero indicato sulla confezione).
«Nessuna crema scherma infatti il 100% dei raggi ultravioletti – ricorda L’ISS – un prodotto con SPF 15 lascia passare circa il 7% degli UV, uno con SPF 30 il 3% e uno con SPF 50 il 2%. Inoltre, l’efficacia diminuisce quando il prodotto viene applicato in quantità insufficiente o non viene riapplicato come indicato».
I consigli dell’ISS sono:
- applicare le creme in modo abbondante prima dell’esposizione
- riapplicate più volte durante la giornata
- limitare l’esposizione al sole negli orari più caldi
- scegliere abiti adeguati per proteggersi dal sole