È ora disponibile il primo farmaco antifumo rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale (se erogato dai centri antifumo). Il principio attivo, la citisina, è estratto dal maggiociondolo (Cytisus laburnum), pianta della famiglia delle Leguminose. La sostanza, approvata dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e recentemente inserita in Gazzetta Ufficiale, agisce sugli stessi recettori attivati dalla nicotina, attenuando i sintomi dell’astinenza da fumo come irritabilità, disforia, insonnia e ansia.

Il farmaco viene somministrato per via orale per un ciclo di 25 giorni, con riduzione progressiva delle dosi. La sostanza è consigliata nelle persone tra i 18 e i 65 anni. I dati dei 110 centri antifumo italiani, presentati durante un convegno a Roma, mostrano che la cessazione completa del consumo di tabacco dovrebbe avvenire «entro il quinto giorno dall’inizio del trattamento». In alcuni casi può essere necessario un secondo ciclo per consolidare i risultati.

La citisina è già presente nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms, 2024) e utilizzata in diversi Paesi europei, dove è stata inserita nel 2025 tra le "molecole essenziali" per la terapia anti-tabacco. La sostanza rappresenta uno strumento valido per supportare i 12 milioni e mezzo di fumatori italiani che desiderano smettere, ma è raccomandata la supervisione dei centri specializzati, soprattutto per i fumatori più accaniti.

Claudio Leonardi, presidente della Società Italiana Patologie da Dipendenza (SIPaD), sottolinea che la cessazione completa del consumo di tabacco dovrebbe avvenire «entro il quinto giorno dall'inizio del trattamento». Fabio Beatrice, primario emerito dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino e direttore scientifico dell’Osservatorio per riduzione del danno, aggiunge: «È un'opzione terapeutica di prima linea e considerando la trasversalità dei danni da fumo, il suo impiego deve avvenire attraverso la prescrizione dei medici di medicina generale, pneumologi, oncologi e cardiologi territoriali, dei professionisti dei SerD».

In Italia, il disturbo da uso di tabacco provoca oltre 90mila morti ogni anno, con costi sanitari diretti e indiretti superiori a 26 miliardi di euro.