«Vorrei godermi l’estate senza pensare al corpo e al cibo»
«Vorrei godermi l’estate senza pensare al corpo e al cibo»: Per chi ha un disturbo del comportamento alimentare (DCA), l’estate è un momento delicato e per molte persone è difficile godersi le vacanze senza pensare al proprio fisico e a cosa si mangia. «Il corpo si scopre e tu proprio non ce la fai, si organizzano i viaggi con gli amici ma tu ti chiedi come riuscirai a mangiare fuori per una settimana», racconta Aurora Caporossi, Founder di Animenta, associazione che si occupa di disturbi alimentari, e CEO di Comestai, servizio di terapia online per chi ha un DCA. Godersi l’estate e non vergognarsi del proprio corpo non è un esercizio scontato.
Per questa ragione, il team clinico di Comestai ha realizzato un ebook gratuito con spunti, consigli e riflessioni rivolte a chiunque stia affrontando un DCA o abbia comunque un rapporto complicato con il corpo o il cibo. Come spiega Martina Tinè bisogna imparare a «vedere il corpo più come strumento che ornamento, non tanto per come appare ma per quello che ci permette di fare: giocare a racchettoni, ballare in riva al mare, andare in montagna». I piaceri dell’estate non sono infatti qualcosa da meritare dopo sfide e sacrifici, ma se non ci si vuole scoprire è giusto assecondarsi, purché sia una scelta «serena e consapevole».
Durante l’estate aumentano le uscite a cena e ricordare che il cibo non è un nemico può essere d’aiuto, così come mettere un confine alle domande degli altri, senza sentirsi in colpa. In ogni caso, l’ebook consiglia di rivolgersi sempre a un terapeuta che possa seguirci nel percorso di cura, anche del delicato periodo estivo.