Sabato Salim El Koudri ha travolto 14 persone con l’auto in centro a Modena. Al momento, non emergono dettagli che facciano pensare a un atto terroristico. Quello che si sa, però, è che El Koudri è stato in cura psichiatrica al Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia, almeno fino al 2024.  Sarà compito degli inquirenti stabilire una eventuale connessione tra la tentata strage e il suo disturbo mentale.  Non esiste infatti una correlazione necessaria tra atti violenti e malattie mentali. Darla per scontata è solo l’ennesima stigmatizzazione verso chi lotta ogni giorno contro un disturbo.

Come in altri casi, anche a proposito della tentata strage di Modena si sente dire: «hanno chiuso i manicomi, adesso i matti sono tutti fuori». Questo, però, significa guardare il dito e non la luna.   Viene da chiedersi se una maggiore attenzione allo stato della salute mentale di El Koudri avrebbe potuto evitare che si lanciasse sulla folla a oltre 100 chilometri orari.  Secondo il Gruppo di Lavoro su equità e salute nelle Regioni dell’Istituto Superiore di Sanità, la rete dei Servizi di Salute Mentale in Italia è articolata e diffusa su tutto il territorio nazionale ma è fortemente sottofinanziata.

Nel nostro Paese, il numero dei posti letto ospedalieri per ricoveri psichiatrici acuti è tra i più bassi al mondo.  L’andamento del tasso di utenti trattati con antipsicotici in regime convenzionato appare in crescita ed è correlato negativamente con la dotazione di personale. In sostanza, quindi, sembra che ci sia la tendenza a rispondere con i soli farmaci laddove sarebbero necessari anche altre tipologie di prese in carico del paziente, proprio perché mancano le risorse.

La presa in carico di chi ha un disturbo mentale, però, non può essere solo medica. Possibile che nessuno si sia accorto dello stato di El Koudri? Nessun vicino, nessun amico, nessun familiare? Nessun collega di università? La malattia mentale implica anche cura collettiva e comunitaria, fatta di attenzione e riconoscimento dell’altro come individuo. L’indifferenza è una malattia peggiore della follia.