Nasce il primo sindacato per tutelare la salute mentale al lavoro
Il 14 giugno 2025 lo studente di psicologia del lavoro e creator Giacomo Spinadin chiedeva alla sua community: «E se creassi un sindacato per la salute mentale nei luoghi di lavoro, cosa ne pensereste?». La risposta è stata enorme, e uscita dai social l’idea ha iniziato a prendere forma concretamente. Dal 1° aprile è nato così il Sindacato per la Dignità Psicologica sul Lavoro - SDPL, che si presenta come «il primo sindacato in Italia che difende, tutela e promuove la Salute Mentale nei luoghi di lavoro».
A differenziarlo dagli altri sindacati è proprio il focus sulla salute mentale e la trasversalità dei tesserati. «Non aderendo a un’unica categoria SDPL si rivolge a tutti i lavoratori, dai dipendenti alle partite iva», spiega a VD Spinadin. I tesserati possono chiedere supporto a tre sportelli: ascolto e sostegno psicologico, consulenza legale, consulenza sociale e lavorativa, per orientamento su welfare, servizi e tutele sociali
Il coordinamento è formato da 14 persone che hanno lavorato al progetto per un anno dopo aver contattato Spinadin in seguito alla diffusione del post virale. Insieme gestiscono una rete di psicologi e avvocati dislocati dal Nord al Sud del Paese, che sono stati selezionati dopo una fase di candidatura e colloqui. Gli incontri con i lavoratori sono principalmente online, ma con sportelli fisici in 23 città tra cui grandi centri come Bologna, Torino, Napoli, Milano, Roma e Palermo.
«Vogliamo cambiare il modo in cui si affronta il rapporto tra lavoro e salute mentale», dice a VD Spinadin, fondatore e Presidente di SDPL. «Oggi, se hai un problema, vai dallo psicologo o dall’avvocato per conto tuo. È tutto individuale. Noi vogliamo costruire un sistema collettivo, accessibile e strutturato». Il sindacato lavora anche con enti terzi per promuovere corsi e attività dedicate ai temi della salute mentale sul lavoro, come burnout, mobbing, violenza di genere e dinamiche legate al licenziamento.
Il 9 maggio patrocinerà un workshop sullo stress lavoro-correlato a Padova, insieme al progetto Workami. Sono in preparazione percorsi formativi per aziende, enti pubblici e istituzioni come le università che hanno contattato SDPL. «Il messaggio che vogliamo dare è che il benessere psicologico non può essere trascurato sul luogo di lavoro. Avere a disposizione uno sportello significa normalizzare – dice Spinadin – non sempre c’è un bisogno immediato, ma è una forma di tutela». «Non dobbiamo essere più costretti ad andare in burnout per sapere che esiste un supporto. La salute mentale è un diritto che va difeso al pari degli altri».