Il Governo fa campagna elettorale sul corpo delle donne
di Samuele MaccoliniGiorgia Meloni parlando dal palco di Fenix, la festa di Gioventù nazionale, ha annunciato tre nuove misure per le scuole. Tetto per legge al numero di stranieri per classe (una circolare del 2010 impone già un limite del 30% con alcune deroghe), obbligo di imparare l’italiano per i genitori degli studenti stranieri con difficoltà di inserimento scolastico, divieto di burqa e niqab a scuola. Il pubblico, che già aveva applaudito con forza le prime due proposte, è andato in visibilio sul velo integrale.
Meloni sta alzando i toni in vista delle elezioni del prossimo anno. Preoccupata dalla concorrenza di Vannacci, cerca di posizionarsi con misure di destra populista. Punta su un tema sentito, la scuola, proprio all’inizio dell’anno scolastico. Lo dimostra il bando a burqa e niqab: in Italia è molto raro l’utilizzo del velo integrale, soprattutto nelle nuove generazioni. È invece comune e diffuso l’hijab, il tradizionale velo islamico per coprire i capelli, che però non è stato citato da Meloni. Così la premier utilizza la scarsa conoscenza della popolazione per mostrarsi più intransigente. Una strategia che si gioca sul corpo delle donne, ancora oggi strumento di controllo politico.
Un controllo che agisce anche sull’immaginazione. Ne è dimostrazione il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che in un recente intervento pubblico si è lanciato in una lunga serie di stereotipi sessisti paragonando il centrodestra a una «ragazza seria» con «le gonne un po' più lunghe di quell'altra». Immaginando di consigliare a proprio figlio chi sposare, Tajani dice che è meglio scegliere una ragazza «più seria, magari meno appariscente», perché «è una che sarà una buona madre di famiglia». Questa ragazza, «meno vistosa» ma «affidabile», sarebbe il centrodestra da votare alle elezioni.
Commentando ai giornalisti l’uscita di Tajani, Meloni ha detto che si tratta di «una frase uscita male». Ma non è una svista: il Ministro ha insistito per due minuti sullo stesso concetto, aggiungendo in chiusura stereotipi sugli uomini. Sostiene che chi va in ufficio in giacca e cravatta sia più affidabile. Sono solo sterotipi. Fino a quando non devi scrivere le leggi.