Meloni ha paura che tu scopra a chi inviamo armi
di Samuele MaccoliniVannacci non fa parte della coalizione di Governo ma ha un superpotere: influenzare il mutismo selettivo di Giorgia Meloni. Da quando l’ex generale è sceso in campo con Futuro Nazionale la premier sta facendo di tutto per opporsi alle critiche di militarismo. A luglio il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, era stato ripreso dal Governo per aver annunciato, senza essersi prima confrontato internamente, che l’Italia avrebbe utilizzato tutti i fondi SAFE, quelli messi a disposizione dell’Unione Europea, per finanziare la Difesa con prestiti agevolati. Tajani ha dovuto ritrattare quanto detto perché la maggioranza era divisa sull’argomento.
Lo scivolone aveva dato visibilità a Futuro Nazionale: il deputato Edoardo Ziello aveva protestato in Aula con un cappio, accusando l’esecutivo di mettere un «cappio al collo» all’economia italiana. Secondo Vannacci, infatti, continuare a inviare armi in Ucraina sarebbe «una follia» pagata dai contribuenti. Meloni, che teme la concorrenza a destra di Futuro Nazionale, preferisce quindi non parlarne. Ma l’Italia continua a inviare armi in Ucraina. In occasione del 35esimo anniversario dell’indipendenza di Kyiv la premier ha confermato l’impegno nell’ambito del sostegno umanitario, con l’invio di gruppi elettrogeni per garantire la tenuta della rete energetica messa in crisi dagli attacchi russi. Nessuna parola sugli armamenti che saranno inviati nelle prossime settimane.
Come ricostruiscono Tommaso Ciriaco e Gianluca Di Feo su Repubblica, il Governo è pronto a varare il tredicesimo decreto aiuti che conterrà sistemi protettivi di ultima generazione. Un accordo tra Italia e Francia fornirà all’esercito di Kyiv batterie contraeree per abbattere i missili balistici (SAMP/T NG), intercettori Aster 30 e nuovi radar. L’operazione passerà in sordina, coperta da segreto, come prevede la formula del decreto. Un modo per tenere a freno le critiche di Vannacci e l’opposizione interna della Lega. In queste ore le indiscrezioni della stampa riportano che l’Italia utilizzerà parte dei fondi SAFE. Anche in questo caso senza dichiarazioni pubbliche. I cittadini meritano più chiarezza.