Più poteri alla polizia con l’AI: arriva il riconoscimento facciale
A un concerto, allo stadio o a una manifestazione. Per sette giorni i dati biometrici – come scansioni del volto e dell’iride – di chiunque passi davanti a una telecamera potranno essere memorizzati dalla polizia, nei luoghi ritenuti sensibili per l’ordine pubblico. E se nel frattempo verrà commesso un reato, diventeranno materiale d'indagine e scandagliati con sistemi di riconoscimento facciale basati sull'intelligenza artificiale. Altrimenti saranno cancellati. Questo è quanto prevede il decreto legislativo che recepisce il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, su cui il Governo ha chiesto di accelerare.
Ieri è arrivato il primo via libera dalla commissione Affari europei del Senato, tra le proteste delle opposizioni. Il senatore del PD Filippo Sensi ha lasciato la seduta insieme ad altri colleghi in segno di protesta: «Un altro mattoncino per lo Stato di polizia», ha dichiarato. Le opposizioni sostengono che il provvedimento sia incompatibile con il regolamento europeo. Il cosiddetto AI Act disciplina infatti il riconoscimento facciale dopo un reato in casistiche limitate, ma non la raccolta preventiva dei dati biometrici di chi entra in un'area ritenuta sensibile. Anche secondo il Garante della Privacy il trattamento automatizzato e generalizzato dei dati biometrici non sarebbe coerente con le norme europee.
In attesa della discussione della legge in Commissione alla Camera (ultimo passaggio prima che il testo venga adottato dal Governo) l’Italia cala nelle classifiche globali sulla tenuta della democrazia. Secondo le analisi elaborate dal centro di ricerca dell’Università di Göteborg V-Dem, tra il 2024 e il 2025 pesa lo «squilibrio dell’informazione a favore del Governo e della maggioranza». Anche Freedom House registra un lieve calo, dovuto a «preoccupazioni in merito ai diritti dei migranti e delle persone LGBT+», disuguaglianze regionali, «problemi endemici di corruzione e criminalità organizzata».
Insieme all’Italia, peggiorano anche i punteggi di Regno Unito, Argentina e soprattutto Stati Uniti, che registrano il calo più marcato. Nel complesso, emerge che le autocrazie si stanno espandendo mentre le democrazie si indeboliscono.