Ogni volta che il centrodestra entra in difficoltà, succede più o meno la stessa cosa. Si torna a parlare di sicurezza e criminalità. È il terreno sul quale la coalizione riesce a ricompattarsi e a spostare il dibattito dalle proprie divisioni a un nemico esterno.

Questa volta il simbolo è Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori in fuga. La sentenza è arrivata mentre la maggioranza cercava di lasciarsi alle spalle le tensioni sulla legge elettorale e il caso dei "franchi tiratori" che hanno votato contro le indicazioni di Giorgia Meloni.

Nel giro di poche ore sono comparsi i cartelli con la foto di Roggero in Senato. Salvini ha rilanciato l'ipotesi di candidarlo, pur sapendo che oggi non sarebbe possibile. Nordio ha annunciato l'istruttoria per la grazia, salvo essere richiamato dal Quirinale. Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia hanno avviato una raccolta firme. Intanto i vannacciani accusano il governo di non aver fatto abbastanza sulla legittima difesa.

Come è già accaduto altre volte, la concorrenza di Futuro Nazionale ha finito per spingere ancora più a destra il dibattito. Salvini sostiene che la riforma del 2019 «evidentemente non basta e bisogna allargare ancora di più il sacrosanto diritto alla legittima difesa». Secondo Maurizio Gasparri, invece, «pensare che questa persona debba andare in carcere è una vicenda orribile». Così non si discute più soltanto della sentenza, ma si mette in discussione il principio stesso su cui si fonda: ovvero, che la legittima difesa cessa quando cessa il pericolo.

Nessuno è obbligato a condividere quella sentenza. È difficile, però, non vedere l'operazione politica costruita intorno a questa vicenda. Dopo settimane di scontri nella maggioranza, Roggero diventa il caso su cui tutti tornano a parlare la stessa lingua, il povero cittadino simbolo di uno Stato che punisce chi si difende e protegge i criminali. Una narrazione semplice, che fa sparire le divisioni dai titoli dei giornali e permette al governo di riprendere il controllo dell'agenda. Almeno per qualche giorno, l'exit strategy ha funzionato.