Vannacci vuole prendersi la destra italiana
Durante la sua prima ospitata da Lilli Gruber a “Otto e Mezzo”, alla domanda se si considerasse di estrema destra, il generale Vannacci ha risposto di sentirsi espressione di una «destra autentica», proprio come quella della premier Giorgia Meloni. Una destra che, però, a suo dire «dovrebbe dimostrarlo un po' di più». Il riferimento è alle «tante idee in comune» che, secondo Vannacci, il governo non avrebbe ancora tradotto in azione.
Fino a pochi mesi fa il generale sembrava destinato a rimanere una figura laterale della politica italiana. Ma dopo la rottura con la Lega, Vannacci ha fondato Futuro Nazionale, un movimento che in pochi mesi ha raggiunto quota 100mila iscritti e che si prepara a trasformarsi in un vero partito. Il generale si è ritagliato uno spazio ben preciso: quello di una destra che considera Meloni troppo prudente e Salvini troppo debole. La sua linea, ribadita anche negli studi di “Otto e Mezzo”, è netta: rispetto al Governo Meloni, più rigidità sull'immigrazione – «remigrazione» e «deportazione» – più sovranismo, meno compromessi e meno diplomazia politica. Ma anche un’inaspettata apertura sul salario minimo.
Alcuni sondaggi accreditano Futuro Nazionale tra il 4 e il 5%: negli ultimi giorni, il movimento ha accolto parlamentari provenienti dalla Lega e da Forza Italia, portando a otto il numero dei deputati che fanno riferimento al progetto. «I miei compagni di partito sono i rifiuti degli altri», ha dichiarato Vannacci da Gruber, rivendicando l'obiettivo di costruire quella che lui stesso ha definito «la sporca dozzina»: una pattuglia di politici in uscita dai partiti tradizionali del centrodestra – a livello nazionale e locale – e pronti a seguirlo nella sua nuova avventura.
La crescita di Futuro Nazionale si inserisce in una tendenza che attraversa gran parte dell'Europa. Negli ultimi anni i partiti della destra radicale e nazionalista hanno smesso di essere forze marginali per trasformarsi in protagonisti della politica continentale. Con una differenza non da poco: in Italia quello spazio sembrava già occupato da Giorgia Meloni. Il generale punta direttamente al bacino della maggioranza di governo, proponendosi come una versione più radicale, identitaria e meno istituzionale della destra oggi al potere. Proprio per questo la sua ascesa viene osservata con crescente attenzione dagli alleati.