Cosa prevede la legge elettorale proposta dal Governo Meloni
La maggioranza di centrodestra accelera sul testo della nuova legge elettorale,nota come Stabilicum 2.0. Il testo definitivo del provvedimento, che porta la firma del deputato di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami come primo firmatario e promotore, inizierà il suo iter in Aula alla Camera il prossimo 26 giugno con l'obiettivo di ridefinire le regole del sistema di voto prima della pausa estiva. Ecco i punti chiave della riforma.
Dal Rosatellum allo Stabilicum 2.0
L'attuale legge elettorale (il Rosatellum) è un sistema misto: assegna un terzo dei seggi con collegi uninominali territoriali (sfide dirette in cui vince chi prende un voto in più) e due terzi con il metodo proporzionale. La nuova proposta cancella del tutto la quota maggioritaria e i collegi uninominali, tornando a un impianto interamente proporzionale, corretto però da un forte premio di maggioranza per garantire la stabilità del governo.
Come funziona il premio di governabilità
La riforma introduce un premio di maggioranza fisso: 70 deputati e 35 senatori extra alla lista o coalizione vincente. Per ottenerlo, però, bisogna raggiungere almeno il 42% dei voti a livello nazionale: non sono previsti ballottaggi. Per evitare un'eccessiva concentrazione di potere, è stato fissato un tetto massimo: la coalizione vincente non potrà comunque superare il 55% dei seggi totali in Parlamento
Chi sceglie i parlamentari?
Come nel Rosatellum, anche lo Stabilicum prevede il meccanismo dei listini bloccati: l'elettore vota il simbolo del partito e i candidati entrano in Parlamento seguendo l'ordine stabilito dalle segreterie politiche. Nel testo attuale non ci sono le preferenze (la possibilità di scrivere il nome del candidato), ma la maggioranza ha aperto a possibili modifiche in Aula: la decisione finale spetterà al Parlamento tramite voto segreto durante il dibattito.
Le due novità principali del testo
La riforma introduce due elementi inediti. Il primo è l'obbligo di indicare il candidato Premier direttamente sulla scheda, pena l'inammissibilità della lista: una norma che spingerà le opposizioni a dover trovare rapidamente una leadership condivisa. Il secondo riguarda il voto degli italiani all'estero: vengono introdotte misure più rigide per tracciare i plichi elettorali, tra cui l'utilizzo di QR code sulle schede per evitare smarrimenti o contraffazioni.
La strategia del governo e le incognite
L'obiettivo di Palazzo Chigi è blindare la riforma entro l'estate, definendo le nuove regole anche in vista di un eventuale voto anticipato a inizio 2027. Nel testo, la soglia di sbarramento – ovvero la percentuale minima di voti che un partito deve obbligatoriamente raggiungere a livello nazionale per poter entrare in Parlamento – resta fissata al 3%. Resta l'incognita tecnica: se la Corte Costituzionale dovesse sollevare obiezioni sul testo, i tempi per rimediare sarebbero strettissimi.