Giorgia Meloni è preoccupata dai sondaggi
Ieri Giorgia Meloni ha annunciato che l’Italia non rinnoverà il memorandum d’intesa con Israele, che prevedeva cooperazione militare e strategica tra i due Paesi. Una scelta che arriva solo oggi, dopo mesi di ignorate proteste di opposizione e società civile contro le azioni genocidiarie portate avanti dal Governo Netanyahu nella striscia di Gaza e in Cisgiordania. Nei giorni scorsi è arrivata anche la prima, netta presa di posizione della premier contro Donald Trump, ma solo dopo gli attacchi del presidente USA a Papa Leone XIV e al Vaticano. In un’intervista al Corriere della Sera, il tycoon si è detto «scioccato» dall’atteggiamento di Giorgia Meloni. «Non vuole aiutarci sull’Iran, pensavo avesse coraggio, mi sbagliavo». Un affondo che è valso alla premier la solidarietà unanime del Parlamento, suggellata da un caloroso intervento di Elly Schlein.
La segreteria del Pd Elly Schlein difende Giorgia Meloni dopo gli attacchi di Trump
In due giorni, la premier ha perso il sostegno di due storici alleati: Orbán, sconfitto alle urne in Ungheria dal leader di centrodestra Peter Magyar, e Donald Trump. Ma la tentazione di smarcarsi dal tycoon e le ultime scelte della premier sembrano più dettate da opportunità elettorali che da una reale volontà politica. Dopo la sconfitta rimediata al Referendum sulla Giustizia – con la vittoria a valanga del No – sono arrivati anche i sondaggi a certificare il momento difficile della presidente del Consiglio: secondo l’ultima Supermedia Youtrend, il campo largo sarebbe davanti al centrodestra di mezzo punto: 45,4% contro il 44,9% della coalizione di maggioranza. Un sondaggio realizzato per Sky Tg24 rivela inoltre che il 57% degli italiani dà un giudizio negativo sul Governo.
Giorgia Meloni è già in campagna elettorale. Le ultime scelte della premier tradiscono la preoccupazione per i sondaggi che vedono il campo largo avanti – seppur di poco – e il 57% degli italiani dare un giudizio negativo al Governo. Così si spiegano il mancato rinnovo del memorandum d’intesa con Israele e le prese di posizione contro Donald Trump, arrivate in colpevole ritardo e solo dopo gli attacchi senza precedenti del tycoon a Papa Leone XIV e al Vaticano.