L’Italia ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo della base di Naval Air Station Sigonella per operazioni connesse al conflitto in Asia occidentale. La decisione - riporta il Corriere della Sera - sarebbe stata assunta dal ministro della Difesa Guido Crosetto dopo essere stato informato di movimenti aerei statunitensi non previamente autorizzati.

Secondo quanto emerge da fonti qualificate, il capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano, avrebbe segnalato al ministro un piano di volo relativo ad alcuni velivoli americani diretti verso l’area dell’Asia Occidentale, con scalo previsto in Sicilia. La comunicazione sarebbe avvenuta quando gli assetti risultavano già in volo.

Le verifiche tecniche condotte dallo Stato maggiore dell’Aeronautica avrebbero escluso la natura meramente logistica dei voli, evidenziando invece un possibile impiego operativo. Circostanza che, secondo quanto riferito, non rientrerebbe nelle procedure previste dagli accordi bilaterali vigenti, che richiedono un esplicito via libera delle autorità italiane.

Da qui la decisione di non concedere l’autorizzazione all’utilizzo della base, struttura strategica situata alle porte di Catania e già impiegata in numerose operazioni NATO e statunitensi.

Sulla vicenda si registrano anche richieste di chiarimento in ambito parlamentare, con esponenti politici che sollecitano un’informativa ufficiale del governo. Al centro del caso, oltre al merito della decisione, anche le modalità con cui sarebbe stata gestita la comunicazione tra le autorità statunitensi e italiane.

Al momento non risultano commenti ufficiali da parte di Washington.

La decisione italiana segue di qualche giorno quella della Spagna: il governo guidato da Pedro Sánchez ha infatti disposto non solo il divieto di utilizzo delle basi militari congiunte di Base navale di Rota e Base aerea di Morón, ma anche la chiusura dello spazio aereo nazionale ai velivoli americani coinvolti nelle operazioni contro l’Iran.

Madrid ha motivato la decisione richiamando la natura ritenuta «illegale» del conflitto, ribadendo una posizione di netta contrarietà all’intervento. «Tutti i piani di volo legati a quell’operazione sono stati respinti», ha dichiarato Sánchez intervenendo in Parlamento, precisando che il divieto riguarda anche gli aerei di supporto, come quelli per il rifornimento in volo.

La linea spagnola è stata confermata anche dalla ministra della Difesa Margarita Robles, che ha ribadito il mancato via libera sia all’uso delle infrastrutture militari sia al transito nello spazio aereo, fatta eccezione per eventuali situazioni di emergenza.