Legge di Bilancio 2026, tutte le misure: Irpef, pensioni, casa, lavoro e imprese
di Giulia EchitesE quindi, su cosa investirà il governo il prossimo anno? Quali misure sono state prese su casa, lavoro, sanità, pensioni? E soprattutto, chi, quali categorie beneficeranno da queste misure?
Queste sono alcune delle domande a cui risponde la Legge di Bilancio, la Manovra finanziaria. Quella per il 2026 è appena stata approvata dal Parlamento: una Manovra da 22 miliardi che non incrementerà la crescita del Paese ma che proverà – l’obiettivo è questo – a far uscire l’Italia dalla procedura per deficit eccessivo, una sorta di bollino che l’Unione europea applica a uno Stato membro quando il suo deficit supera il 3% del PIL e lo Stato deve rientrare sotto questa soglia.
Ma una Legge di Bilancio non fa solo i conti, ci dice anche, a livello politico, in che direzione andrà questo Paese: scegliere a quale settore destinare quanti soldi o quali categorie favorire sono ovviamente decisioni politiche che fanno da specchio sull’Italia del futuro prossimo. Così, nel 2026 a trarre qualche vantaggio dalle misure della Legge di Bilancio saranno, ad esempio, le fasce di reddito più alto: il taglio dell’Irpef dal 35 al 33% per i redditi fino a 50mila euro porta benefici assoluti maggiori per chi ha un reddito sopra i 48mila euro.
A trarre qualche vantaggio saranno i proprietari di casa, con la riforma per il calcolo ISEE, favoriti rispetto a chi vive in affitto, categoria in cui la povertà assoluta è più diffusa. È salvo anche dall’ipotesi di un aumento delle tasse chi possiede appartamenti da destinare agli affitti brevi.
Riguardo alle pensioni, gli interventi andranno a discapito di lavoratori e lavoratrici precoci e di chi fa lavori usuranti. E se è vero che banche e compagnie assicurative saranno chiamate a pagare un po’ più di tasse, le misure sulla previdenza integrativa potrebbero portare un bel po’ di flussi attraverso i fondi pensione offerti proprio da banche e assicurazioni.
Ci sarà un aiuto alle scuole, ma quelle paritarie, cioè gli istituti privati a pagamento: le famiglie con ISEE sotto i 30mila euro riceveranno fino a 1.500 euro se scelgono queste scuole per i figli. Con un emendamento dell’ultimo minuto, è stato fatto un bel regalo da oltre 3 miliardi all’industria.
Penalizzato invece il Sud con i tagli al Fondo di sviluppo e coesione – il principale strumento per gli investimenti nel Mezzogiorno – pari a 300 milioni nel 2026 e 100 milioni nel 2027 e nel 2028. Aspetta ancora la Sanità pubblica, anzi no: i sindacati dei medici preannunciano un anno di proteste per l’insufficienza di risorse previste per il Sistema Sanitario Nazionale.
Queste, nel dettaglio, le misure principali della Legge di Bilancio 2026.
IRPEF e lavoro
Se ci fosse una misura-copertina della Manovra 2026, sarebbe probabilmente quella sull’IRPEF: la riduzione dell’aliquota dal 35 al 33% per la fascia di reddito 28mila-50mila euro. Varrà anche per i redditi sopra questa soglia ma sarà “congelato” sopra i 200mila euro. L’intenzione dichiarata è quella di alleggerire il carico fiscale sul ceto medio. In realtà, secondo le simulazioni, il vantaggio oscillerà tra i 20 e i 440 euro all’anno, con i redditi di 29mila euro l’anno che riceveranno 1,70 euro in più al mese e quelli dai 49mila euro in su tra i 35 e i 36 euro al mese.
Gli aumenti di stipendio derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali saranno tassati solo al 5%. Questa detassazione, inizialmente prevista solo per gli aumenti derivanti dai rinnovi siglati nel 2025 e 2026 e per i redditi fino a 28mila euro, è stata estesa anche agli aumenti per i rinnovi contrattuali del 2024 e ampliata la platea fino ai lavoratori con reddito di 33mila euro annui.
Pensioni e Tfr
Le pensioni hanno fatto litigare gli stessi partiti di maggioranza tra di loro e, prima ancora, la Lega con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Alla fine, seguendo l’adeguamento dei requisiti all’aspettativa di vita, l’età per la pensione di vecchiaia aumenterà di un mese nel 2027 (67 anni e un mese) e di due mesi nel 2028, mentre dal 2026 le pensioni minime cresceranno dagli 8 ai 20 euro al mese.
Sono stati tagliati i fondi per la pensione anticipata dei lavoratori precoci e di chi svolge lavori usuranti. Per i lavoratori precoci i tagli saranno di 90 milioni l’anno fino al 2032, per poi salire a 140 milioni nel 2033 e 190 milioni nel 2034. Dal 2033 scatterà anche un taglio di 40 milioni annui al Fondo per il pensionamento anticipato dei lavori usuranti.
Viene cancellata la possibilità, introdotta solo l’anno scorso, di cumulare i contributi dei fondi pensione con quelli INPS per uscire dal lavoro a 64 anni. Salta anche la proroga di Opzione Donna.
Per i neoassunti viene introdotto il silenzio-assenso sul conferimento del Tfr ai fondi pensione: dal luglio 2026 il Tfr confluirà automaticamente nella previdenza integrativa, salvo rinuncia esplicita entro 60 giorni.
Aumenta inoltre il numero di imprese che dovranno versare all’INPS il Tfr dei dipendenti che non scelgono il fondo pensione: dal 2032 anche quelle con 40 dipendenti.
Casa e affitti brevi
Le risorse per il Piano casa calano da 300 a 200 milioni nel biennio 2026-2027. I dettagli operativi saranno definiti con un decreto attuativo.
Cambiano i parametri dell’ISEE: la prima casa non verrà più conteggiata fino a un valore catastale di 91,5mila euro, estendibile fino a 200mila nelle grandi città.
Vengono prorogati i bonus edilizi: ristrutturazioni al 50% per la prima casa e al 36% per le altre, con tetto di 96mila euro. Confermato per il solo 2026 il bonus mobili fino a 5mila euro.
Sulla tassazione degli affitti brevi, l’aliquota resta al 21% per la prima casa in affitto, sale al 26% per la seconda e diventa reddito d’impresa dalla terza in poi.
Imprese
Con un emendamento il governo ha reinserito misure per 3,5 miliardi: confermati i crediti d’imposta per Transizione 5.0, ZES unica e caro materiali. Favorita l’innovazione tecnologica e digitale, penalizzati gli investimenti green.
Aumentano le spese per la Difesa, con l’obiettivo di arrivare al 5% del PIL entro il 2035. Le imprese del settore ottengono procedure accelerate per l’accesso ai fondi pubblici.
Banche e assicurazioni
Banche e assicurazioni contribuiranno alle coperture della Manovra con un aumento dell’Irap e modifiche alle deduzioni. Le assicurazioni anticiperanno l’85% dei contributi dovuti. Il rischio è un impatto su costi del credito e finanziamenti, bilanciato però dalla spinta alla previdenza integrativa.