Il governo Meloni ha tagliato le tasse ai ricchi
Un taglio Irpef “per il ceto medio” che, nei fatti, finisce per riempire le tasche dei più ricchi. È questo il cuore della nuova legge di Bilancio, che riduce di due punti percentuali l’aliquota per lo scaglione di reddito tra 28 e 50 mila euro, portandola dal 35% al 33%. Il governo Meloni la presenta come una misura di equità e sostegno ai redditi medi, ma secondo Istat, Corte dei conti e Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) si tratta di una redistribuzione al contrario: le risorse salgono verso l’alto, mentre a chi vive di stipendio arrivano solo le briciole.
Secondo le stime dell’Upb, il taglio dell’Irpef premierà soprattutto i dirigenti e i redditi medio-alti: 408 euro di beneficio medio annuo per i primi, 123 per gli impiegati, appena 23 per gli operai. Oltre l’85% dei 2,7 miliardi stanziati finiranno nelle mani del quinto più ricco della popolazione. Numeri che smentiscono i proclami del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, secondo cui la misura “aiuta il ceto medio”.
La presidente dell’Upb, Lilia Cavallari, ha chiarito che quasi la metà del risparmio d’imposta andrà ai contribuenti con redditi superiori ai 48 mila euro, appena l’8% del totale. Per chi guadagna meno di 28 mila euro, invece, il beneficio sarà quasi nullo. Anche Bankitalia ha sottolineato che “le misure non comportano variazioni significative nella distribuzione del reddito disponibile”: la manovra non riduce le disuguaglianze, le congela.
Sulla stessa linea la Corte dei conti, che ha lanciato l’allarme sulla norma sugli affitti brevi: l’aumento della cedolare secca dal 21% al 26% potrebbe, secondo il magistrato Mauro Orefice, “incentivare il fenomeno delle locazioni non dichiarate”, alimentando così il nero.
La manovra che doveva sostenere il ceto debole si è rivelata l’ennesimo boomerang sociale: una redistribuzione al contrario che premia chi dispone già di redditi alti e lascia indietro la maggioranza dei lavoratori. Un’agevolazione minima, presto cancellata da inflazione e costo della vita, che allarga ancora di più il divario tra chi guadagna tanto e chi, alla fine del mese, si ritrova con in mano solo le briciole.