Il Governo Meloni ha approvato il nuovo decreto flussi, il DPCM con cui viene fissato il numero di lavoratori stranieri che potranno lavorare in Italia con regolare permesso di soggiorno. Si tratta di circa 500mila nuove persone in 3 anni, che ricopriranno posizioni stagionali e non stagionali, ma anche colf e badanti.
Tra il 2023 e il 2026 erano già stati regolarizzati 450mila lavoratori. Il Governo ha quindi deciso di alzare le quote, accontentando categorie imprenditoriali come agricoltura ed edilizia, dove la forza lavoro è a maggioranza straniera. L’esecutivo parla di «manodopera indispensabile al sistema economico e produttivo nazionale e altrimenti non reperibile». Tutto vero. Ma il problema non sono solo i numeri: è il sistema che non funziona.
Infatti, capita spesso che i decreti flussi vengano usati per regolarizzare lavoratori già presenti in Italia, che finora hanno lavorato senza documenti. Spesso queste procedure si trasformano in vere e proprie truffe: si creano aziende fantasma e offerte di lavoro fittizie, dietro cui si celano interessi illeciti, talvolta legati alla criminalità organizzata.
Ad onor del vero, il Governo ha previsto alcuni cambiamenti. Si punta, per esempio, a ridimensionare il sistema dei click day, le giornate in cui si aprono le richieste dei datori di lavoro. In genere si concludono in pochi minuti, penalizzando le aziende più organizzate e lasciando fuori le posizioni più serie. Anche così, però, il lavoro povero continua a dominare.
Ma intervenire solo in parte su un sistema iniquo non basta. I giuristi dell’associazione Ero Straniero spiegano al Manifesto che l’intero modello «va totalmente superato». Secondo loro, è urgente introdurre un permesso di soggiorno temporaneo per le decine di migliaia di persone entrate con il decreto flussi e rimaste senza documenti, perché non assunte dall’azienda che le aveva richieste. Solo così si possono fermare le irregolarità generate da questo stesso sistema.
I dati del Viminale confermano la necessità di un intervento strutturale: negli ultimi due anni, solo il 16% delle richieste accolte si è concluso con il rilascio effettivo del permesso di soggiorno. E tra quelli che riescono a ottenerlo? Solo il 7,8% dei lavoratori entrati attraverso il decreto flussi trova un impiego stabile, come evidenzia un’analisi di Ero Straniero. Gli altri restano senza lavoro, diventando più ricattabili e sfruttabili.
Il “degrado” su cui si basa la propaganda della destra di Governo è anche il risultato diretto di questo sistema crudele e inefficiente.