Firmiamo accordi militari con chi continua a bombardare civili
di Davide TragliaIl Governo italiano ha confermato che il Memorandum d’Intesa in materia di cooperazione militare e della difesa con Israele sarà rinnovato, nonostante le gravi accuse rivolte a Israele per le sistematiche violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza. L’accordo, firmato nel 2003 e rinnovato tacitamente ogni cinque anni, è destinato a essere prolungato anche nell’aprile 2026, come confermato ieri in Aula da Luca Ciriani, ministro per i Rapporti col Parlamento.
«Per far prevalere le ragioni della diplomazia è necessario costruire canali di interlocuzione, non reciderli», ha dichiarato Ciriani durante il question time. «Il dialogo resta la via maestra e anche i trattati internazionali come i Memorandum d’intesa sono strumenti di dialogo». Il ministro ha sottolineato l'impegno del governo per il cessate il fuoco a Gaza, la liberazione degli ostaggi e il rafforzamento dell'assistenza umanitaria, ribadendo che la «legittima reazione del governo israeliano a un attacco terroristico sta assumendo forme drammatiche e inaccettabili».
Le dichiarazioni del ministro hanno giustamente sollevato una dura reazione da parte dell'opposizione. Il leader dei Verdi Angelo Bonelli ha denunciato l’ipocrisia del rinnovo del Memorandum:
«Ci parlate dell’assistenza ai bambini palestinesi, poi fornite supporto militare e logistico a chi continua a bombardare. È un’ipocrisia inaccettabile».
Il rinnovo dell’accordo è stato formalmente contestato anche da un gruppo di dieci giuristi italiani, rappresentati dallo studio legale Paccione di Bari, che il 21 maggio ha inviato una diffida formale al Governo. I giuristi sostengono che il Memorandum viola la Costituzione italiana, in particolare per due motivi: la mancanza di trasparenza, data dalla segretezza delle attività dell’accordo e la collaborazione con uno Stato accusato di crimini di guerra.
Il documento richiama l’articolo 21 della Costituzione sul diritto all’informazione e la legge 185/90, che vieta «l’esportazione ed il transito di materiali di armamento verso i Paesi i cui governi sono responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali».
Il Memorandum prevede cooperazione in diversi ambiti: interscambio di armamenti, addestramento militare, ricerca e sviluppo, esercitazioni congiunte e condivisione di informazioni sensibili, il tutto coperto da segreto militare. Secondo i giuristi, ciò rende l'accordo non solo non trasparente, ma anche potenzialmente incostituzionale, in quanto impedisce ai cittadini di conoscere come e dove vengano impiegate tecnologie e risorse finanziate anche con fondi pubblici.
Proprio contro il rinnovo degli accordi militari fra Italia e Israele, da diversi giorni è stato organizzato un presidio permanente a Montecitorio.
«La complicità del nostro governo ai crimini contro il popolo palestinese attraverso l'invio di armi italiane è da tempo vergognosa e criminale», si legge sui social. «Gli italiani chiedono a gran voce di dissociarsi da qualsiasi forma di collaborazione con il governo genocida israeliano».