Meloni sfrutta la morte del Papa per oscurare il 25 aprile
di Samuele MaccoliniIl Governo ha disposto 5 giorni di lutto nazionale per la morte di Papa Francesco. Nel farlo, ci ha tenuto a sottolineare l’«invito a svolgere tutte le manifestazioni pubbliche in modo sobrio e consono alla circostanza». Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che per i precedenti tre pontefici i giorni di lutto erano stati solo tre. E guarda caso, aggiungendone altri due, si copre anche il 25 aprile. E il 2025 non è un anno qualunque: venerdì si festeggiano gli 80 anni dalla Liberazione dal nazifascimo.
L’invito alla sobrietà può essere letto come un tentativo di oscurare una ricorrenza fondamentale per la Repubblica. Come abbiamo potuto osservare, il 25 aprile genera imbarazzo nel Governo erede dei post-fascisti. Meloni e vari esponenti di Fratelli d’Italia (FdI) hanno evitato in più occasioni di utilizzare la parola “antifascista” per definire la Costituzione nata dalla Resistenza.
Nel 2024 davanti all’altare della Patria, la Presidente del Consiglio condannò «tutti i regimi totalitari e autoritari», senza citare esplicitamente il regime fascista. Dopotutto FdI è il nipote del Movimento Sociale Italiano (MSI), il partito fondato nel 1946 da ex fascisti e alcuni reduci della Repubblica Sociale Italiana, con l’obiettivo di mantenere viva la fiamma del nazionalismo dopo la caduta di Mussolini. La stessa fiamma presente nel logo del MSI brucia ancora nell’effigie dei Fratelli d’Italia.
Colpisce anche l’ostilità ideologica della destra italiana verso i messaggi di Papa Francesco a difesa degli ultimi, a partire dai migranti. Salvini ha criticato a più riprese Bergoglio e nel 2016 ha postato addirittura una foto con in mano una maglietta che recitava “Il mio Papa è Benedetto”. Il riferimento era a Papa Benedetto XVI, molto amato dai conservatori.
Meloni ha mantenuto un rapporto istituzionale, ma ha espresso opinioni divergenti sulla gestione di flussi migratori. Nei fatti, le politiche del Governo Meloni sono sotto diversi aspetti incompatibili con la visione di Francesco. Per questo molti vedono nel grande cordoglio espresso dopo la sua morte una forma di opportunismo. Il tempismo, con il 25 aprile alle porte, è quantomeno sospetto.