Öcalan cittadino onorario di Bologna: un riconoscimento per la «resistenza del popolo curdo»
Bologna si prepara a conferire la cittadinanza onoraria ad Abdullah Öcalan, leader storico del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), detenuto da 26 anni nell’isola-prigione di Imrali, in Turchia. La proposta sarà discussa in consiglio comunale lunedì, sostenuta da tutta la maggioranza di centrosinistra.
«Tante città italiane – spiega Detjon Begaj, consigliere di Coalizione civica e primo firmatario della delibera – hanno già fatto questo passo e ora tra queste ci sarà anche Bologna. Öcalan rappresenta non solo la resistenza del popolo curdo, ma anche un esperimento di democrazia, ecologia e femminismo straordinario che è quello del Rojava». A febbraio, il leader curdo ha rivolto un appello per porre fine alla lotta armata, sollecitando il Pkk (attualmente considerato un'organizzazione terroristica dalla Turchia, dagli Stati Uniti d'America, dall'Unione europea, dall'Iran e dalla NATO) ad abbandonare le armi.
Begaj sottolinea che l’iniziativa è nata prima di questo appello, ma le sue parole hanno rafforzato la volontà di portare avanti il riconoscimento. «Parliamo di una figura chiave per il popolo curdo, un pensatore e intellettuale di grande rilievo», aggiunge. Rita Monticelli, delegata comunale per i diritti umani, evidenzia che la cittadinanza onoraria rappresenta un atto politico di solidarietà: «La solidarietà è una posizione politica. Pensiamo sia necessario far sentire la nostra voce e sostenere il percorso fatto, prima di tutto contro la lesione dei diritti umani». Per la professoressa, Öcalan «sta portando avanti un messaggio di pace e temi fondamentali come il femminismo. Sappiamo quanto il popolo curdo sia stato discriminato e con questa cittadinanza onoraria vogliamo ribadire il nostro sostegno. Il Comune sarà sempre dalla parte della libertà e in difesa dei diritti umani».
La proposta rappresenta «una richiesta di pace e dialogo che è stata accolta da tante forze democratiche del consiglio comunale», afferma la capogruppo Dem Giorgia De Giacomi, sottolineando come l'iniziativa abbia messo d'accordo «tutte le anime del Pd». Per Filippo Diaco, della lista civica Anche tu Conti, la cittadinanza è «un riconoscimento alla dignità della persona e dei curdi per quello che stanno vivendo negli ultimi anni. Purtroppo sappiamo che a pagare le conseguenze dei conflitti sono sempre i civili». Siid Negash della lista Lepore ha affermato: «Siamo consapevoli che con questa decisione non si arriverà alla libertà, ma almeno daremo un po’ di solidarietà al popolo curdo». Ali Ekbar Sultan, rappresentante dell’Ufficio informazione Kurdistan in Italia, ha accolto con entusiasmo «la presa di posizione del Comune di Bologna a fianco dei curdi. Siamo un popolo sotto assedio ma resistiamo per la democrazia, l’uguaglianza e la libertà».