Mercoledì 26 febbraio sui quotidiani Repubblica e il Manifesto è stato pubblicato un appello firmato da 200 ebrei ed ebree italiani che prende posizione contro le azioni del Governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu. 

Con questa iniziativa, i promotori Laboratorio Ebraico Antirazzista (LəA) e Mai Indifferenti - Voci ebraiche per la pace hanno voluto mostrare la posizione di quella parte della comunità ebraica che si discosta dalle narrazioni ufficiali e si espone per fermare le atrocità compiute dai Israele nei confronti dei palestinesi di Gaza e Cisgiordania. 

«Abbiamo preso ispirazione da un appello analogo pubblicato negli Stati Uniti, con l’obiettivo di sfondare il muro di indifferenza creato a livello istituzionale verso quanto sta succedendo a Gaza», dice a VD Daniel Levi di LəA. Fin dall’inizio dell’invasione della Striscia LəA è impegnato nel denunciare le atrocità nei confronti della popolazione palestinese. Al contempo si batte contro il razzismo e l’antisemitismo «da ogni parte esso provenga».

L’iniziativa vuole fare emergere «una voce ebraica di dissenso netto e forte», che si discosta da molte posizioni ufficiali allineate con il Governo israeliano. Alcune figure istituzionali del mondo ebraico hanno criticato l’appello, che per una sfortunata coincidenza è stato pubblicato nel giorno dei funerali dei fratellini Bibas, rapiti da Hamas il 7 ottobre.

«Abbiamo ricevuto attacchi personali e siamo stati accusati di “falsa ebraicità”. Sono accuse che fanno male perché volte a minare la nostra identità», racconta Levi. «Il fatto che l’appello sia stato pubblicato nel giorno dei funerali dei fratellini Bibas è soltanto una coincidenza. Non abbiamo scelto noi la data di pubblicazione, accusarci di questo è strumentale», aggiunge l’esponente di LəA.

Dopo la pubblicazione ora l’appello è aperto e chiunque può firmarlo online tramite il sito nopuliziaetnica.org. Circa mille persone lo hanno già fatto.