«Ciao, ti comunico che oggi 31/12 sarà il tuo ultimo giorno di lavoro. Resto a disposizione, auguro buon anno!». È con un sms, ricevuto l’ultimo giorno dell’anno, che alcuni lavoratori interinali del magazzino BRT di Madonna dell’Acqua, nel comune di San Giuliano Terme (Pisa), hanno appreso il mancato rinnovo del contratto. Una decisione che ha portato a una nuova protesta davanti ai cancelli dell’azienda.

Dopo la vertenza sindacale chiusa a novembre, i lavoratori sono tornati in sciopero per un’ora, lanciando lo stato di agitazione. L’iniziativa è stata promossa dal sindacato @multisindacatosociale, che segue la vertenza. «I lavoratori del cantiere BRT Pisa Madonna dell’Acqua, impiegati con Afs Service S.r.l. – denuncia il sindacato in una nota – hanno scioperato contro un sistema di gestione del lavoro ingiusto e inaccettabile».

Secondo quanto riferito da Multi, i lavoratori interinali che avevano partecipato allo sciopero del 18 novembre non hanno ottenuto il rinnovo del contratto oltre il 31 dicembre, nonostante gli impegni presi dall’azienda. «Al loro posto – prosegue la nota – sono stati inseriti nuovi lavoratori interinali, utilizzati per svolgere le stesse identiche mansioni».

Alla mobilitazione hanno aderito anche lavoratori assunti direttamente, in segno di solidarietà. «I lavoratori esclusi – insiste il sindacato – erano già formati e pienamente operativi nel cantiere. Sono stati sostituiti non per mancanza di lavoro, ma per colpire chi ha scioperato e impedire ogni percorso di stabilizzazione». Multi denuncia inoltre il mancato rispetto degli accordi sul premio di produzione e sul premio natalizio, «che devono essere riconosciuti a tutti i lavoratori, con calcolo basato sulle ore effettivamente lavorate, senza discriminazioni».

Nell’indizione dello sciopero il sindacato ha chiesto alla direzione aziendale di aprire un confronto sul «mancato rinnovo dei contratti dei lavoratori interinali e la loro sostituzione; sulla mancanza di comunicazione sulle modalità di fruizione del premio di produzione e premio natalizio; sulla mancata applicazione del Piano Galileo nel cantiere di Pisa e la conseguente disparità di trattamento rispetto ad altri siti BRT». Il riferimento è al magazzino di Lavoria, dove «decine di lavoratori interinali sono stati assunti direttamente. A Pisa, invece, dopo mesi di lavoro continuativo, al posto della stabilizzazione arriva la sostituzione del personale».

La comunicazione del mancato rinnovo, riferisce il sindacato, è arrivata il 31 dicembre con un messaggio inviato dall’agenzia interinale, la stessa che ha successivamente assunto nuovi lavoratori.

La vertenza, sottolinea Multi, mette in evidenza l’uso continuativo di contratti interinali. «Questo comportamento non solo genera precarietà tra i lavoratori, ma viola il contratto collettivo nazionale e permette all’azienda di non pagare tutti i contributi previdenziali previsti dalla legge», spiega a Scomodo Simone Sisti di Multi. «Questo modello scarica tutto il rischio sui lavoratori e garantisce all’azienda la massima flessibilità, non siamo lavoratori usa e getta», concludono sindacato e lavoratori.